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TI.MAMME
11.09.2020 - 08:000

Mamma e papà: se il bambino li chiama per nome

Le strategie infantili per capire ed imparare ad usare le parole giuste

Le prime parole che imparano, durante la cosiddetta fase della lallazione, sono «mamma» e «papà», ma può succedere che i bambini smettano di usarle per chiamare i propri genitori con il loro nome di battesimo. Se state pensando che sia una mancanza di rispetto o l'incapacità del piccolo a riconoscere il vostro ruolo genitoriale, è meglio fare un passo indietro. Non è detto, infatti, che questo comportamento nasconda necessariamente un significato negativo. Ogni bambino ha modi particolari per metabolizzare quello che gli accade intorno e si ritrova a fare i conti con una varietà di circostanze che se per noi sono scontate, per lui diventano materia di studio e valutazione. 

La donna che il pargolo chiama mamma, sarà chiamata con il suo nome di battesimo da marito e genitori, da sorelle, fratelli ed amici, sarà chiamata zia dai nipoti, dottoressa/maestra/avvocato o semplicemente signora da portinaio o da altri estranei. Per il piccolo sarà normale, quindi, chiedersi il perché di queste differenze e, magari, provare a sperimentarle personalmente. Un po' alla volta ogni bimbo scopre e sperimenta parole nuove ed, imparando sempre meglio i significati e, soprattutto, imitando gli adulti, impara ad usare tutti i termini nel modo appropriato. Per indirizzare meglio i piccoli sarà utile rispondere più velocemente quando chiameranno mamma o papà, invece che con il nome proprio... a meno che non preferiate la seconda opzione, in vista di un rapporto più amichevole da sfruttare durante l'adolescenza. 

Per non peccare di superficialità e per non gridare inutilmente al mancato riconoscimento del ruolo genitoriale da parte del pargolo in questione, però, bisogna ricordare che il comportamento di ogni bambino nasconde un messaggio per gli adulti di riferimento e, quindi, anche le sue scelte comunicative potrebbero contenerne uno. La verifica, in tal senso, va fatta con l'aiuto di uno specialista competente che, valutando l'ambiente familiare ed il rapporto del piccolo con tutti gli adulti con i quali si relaziona, potrà eventualmente riconoscere il motivo di quel comportamento.

 

TMT (ti.mamme team)

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