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TI.MAMMEUomini vs donne: la differenza è servita

19.06.20 - 08:00
Che fare contro l’eterno x-shaming che annulla la parità di genere
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Uomini vs donne: la differenza è servita
Che fare contro l’eterno x-shaming che annulla la parità di genere

«Silver fox» è la definizione utilizzata per indicare gli uomini maturi e molto sexy, alla Sean Connery, per intenderci. Non esiste però un equivalente femminile di questa espressione. A fare i pignoli, questo potrebbe essere indicato come primo esauriente segnale della disparità, negata ma tremendamente reale, che esiste nella valutazione di uomini e donne, negli stessi ambiti. Un uomo brizzolato è affascinante, la donna è vecchia e forse anche sciatta; un uomo a dieta è un salutista, la donna è in fissa con la linea, ma se un uomo è un po' sovrappeso non è escluso dai giochi di conquista, mentre una donna nelle stessa condizione è lontanissima dai più diffusi canoni di gradimento estetico.

L'elenco degli argomenti di discriminazione è lungo e tocca anche l'ambito professionale con una donna in carriera che non può essere una brava moglie e mamma, al contrario di un uomo che rimane un marito e papà attento ai bisogni dei suoi familiari. Sono stereotipi talmente tanto radicati nel pensiero comune che nemmeno ci si stupisce più quando lo stesso ruolo professionale prevede un compenso maggiore per un uomo rispetto alla donna. Un modo di pensare e di comportarsi odioso contro il quale nessuna evoluzione culturale ha potuto qualcosa. Non c’è lotta che abbia avuto successo, basti pensare che definire femminista un uomo significa riconoscerne l’impegno a favore delle donne, mentre una femminista è solo un’esaltata anche un po’ isterica. La generalizzazione di giudizio perpetrata dai media, pronti a sostenere con superficialità evidente la diffusione di canoni discriminanti, peggiora la realtà. Se poi aggiungiamo che spesso sono proprio le donne a criticarsi tra loro, la speranza di migliorare si affievolisce parecchio. 

Sulla rivista inglese Tatler, vademecum del gossip altolocato, è una giornalista a tratteggiare un generico life shaming di Kate Middleton e sua madre. E non basteranno denunce e comunicati stampa reali a cancellare l’ennesimo punto a favore dell’affossamento femminile. Riflettiamo: la parità dei sessi è un’espressione convenzionale che ha avuto bisogno di un Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo per funzionare meglio, ed ovunque spuntano ministeri delle pari opportunità per garantire alle donne un posto nel mondo. Questo non significa che bisogna rassegnarsi e soccombere al pensiero maschiocentrico. Significa piuttosto mantenere ed irrobustire la dignità femminile, la difesa dei diritti delle donne e l’educazione della mente maschile. Se ogni genitore insegnasse ai propri figli la vera parità di genere, una società futura potrebbe davvero essere equa e solidale con gli uomini e le donne, nello stesso modo. Questa sarebbe una bella sfida.

TMT (ti.mamme team)

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