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28.01.2020 - 08:000

TikTok, come funziona l'app utilizzata dai giovanissimi

I timori dei genitori troppo lenti per la nuova app che affascina i teenager

Lanciato nel 2016 a Pechino, nel 2018 si diffonde velocemente in Europa e negli Usa. Oggi conta oltre un miliardo di utenti in tutto il mondo, e nel vecchio continente se ne trovano 4 milioni solo in Germania e Francia, 2 milioni in Italia. Si tratta di uno dei tanti fenomeni social, il più recente ed alternativo, e si chiama TikTok.

Se non ne avete mai sentito parlare siete, quasi sicuramente, over 20 e non proprio al passo con la realtà delle app. Questo non è detto che sia un problema, a meno che non abbiate in casa figli adolescenti che spadroneggiano con questa nuova piattaforma virtuale. La probabilità, in questo caso, è piuttosto alta visto che uno svizzero su due smanetta attivamente sui social e la maggior parte sono giovanissimi. Il pubblico di riferimento dell'app, infatti, è costituito dai ragazzini di 13 anni, flippatissimi con la velocità delle immagini e la facilità di realizzare e condividere video, senza soluzione di continuità.

Il successo di TikTok, infatti, sta tutto nella breve durata dei suoi contenuti: video di pochi secondi nei quali i protagonisti ballano, cantano e recitano in playback o, come dicono gli esperti, fanno lip dub ossia muovono le labbra senza emettere suoni. La caratteristica fondamentale di TikTok, poi, è l'universalizzazione dei contenuti, visibili in tutto il mondo, liberi di fluttuare nell'etere e fare incetta di visualizzazioni e follower. Senza alcun vincolo di amicizie e contatti preesistenti, come accade invece sulle altre piattaforme.

Basta scorrere verticalmente sullo schermo per visualizzare video all'infinito, entrando in contatto con chiunque. E se questo è un punto di forza agli occhi dei giovanissimi utenti, diventa il campanello d'allarme dei più posati e responsabili genitori. Perché in questa dimensione senza limiti e senza barriere, il parental control si infrange contro la velocità incontrollabile.

Nel 2019 la Federal Trade Commission degli Stati Uniti ha multato TikTok per aver raccolto i dati sensibili degli under 13 senza il consenso di mamma e papà, dimostrando che i loro timori non sono del tutto infondati. La sanzione di quasi 6 milioni di dollari, però, è arrivata tardi, perché la rete di scambio attivata dagli hasthtag si è stesa in tutto il mondo ed il richiamo sopravvive all'obbligo di cancellare i video pubblicati dai minori di 13 anni. Come dire che tutto sopravvive nella rete.

Ma i genitori, quindi, fanno bene a preoccuparsi? Dall'altra parte dello schermo non si sa mai davvero chi ci possa essere e questo non fa stare proprio tranquilli. La spensieratezza dei più giovani, che pensano solo al numero crescente di visualizzazioni, non ci pensa, ma un adulto sì. Per i piccoli smaliziati un contatto non gradito può essere facilmente bloccato e segnalato, ma per mamma e papà si aprono gli scenari più spettrali. E non è detto che siano esagerati.

L'attenzione deve essere sempre massima, nonostante l'insofferenza dei propri figli. Anche per evitare il pericolo dei falsi miti. Avere migliaia di follower, non vuol dire diventare famosi ed avere la carriera di influencer o l'ingaggio come cantante o danzatore professionista a portata di mano. La visibilità non è necessariamente anticamera di successo e per realizzarsi non basta la pubblicazione delle proprie passioni. I casi fortunati non devono diventare regola. La delusione e la sconfitta social, sì, possono essere davvero pericolose.


TMT (ti.mamme team)

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