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31.12.2019 - 08:580

Miniere in Madagascar: non è un lavoro da bambini

Il dramma dell'impiego dei piccoli nell'estrazione del minerale più usato in cosmetica

Siamo tutti sfruttatori dei bambini che lavorano nelle miniere in Madagascar. Se l'affermazione suscita turbamento, vuol dire che la nostra coscienza non è del tutto narcotizzata e le nostre menti possono ancora reagire alle ingiustizie. La verità, comunque, è che siamo davvero tutti degli approfittatori più o meno inconsapevoli, che beneficiano delle disponibilità del mondo evoluto schiavizzando delle creature povere, costrette a un lavoro faticoso e sottopagato per non morire di fame.

Le miniere del Madagascar. Minatori invisibili, piccoli nell'età e nel fisico, lavorano ogni giorno, da mattina a sera, nelle cave del Madagascar per estrarre la mica, un minerale utilizzato nella realizzazione di numerosi prodotti. La mica, infatti, rientra tra i minerali presenti nelle rocce eruttive, impiegati nella produzione di elettrodomestici, vernici per auto, dentifrici e prodotti cosmetici, destinati al mercato europeo e americano. Il lavoro di estrazione della mica è poco retribuito dagli esportatori che, poi, la rivendono a un prezzo ovviamente lievitato nei Paesi di lavorazione.

Lo sfruttamento. Il lavoro minorile rappresenta una prassi consolidata nel Madagascar meridionale, dove manca qualsiasi forma di assistenza e ogni aiuto è indispensabile per la sopravvivenza delle famiglie locali. Le associazioni umanitarie, impegnate in queste aree, rendono noti i dati terrificanti che raccontano di oltre diecimila bambini sfruttati nell'estrazione mineraria della mica, già affetti da problemi alla schiena e violenti mal di testa provocati da mancanza di ossigeno ed acqua nelle cave. Creature che ritengono normale il loro lavoro, considerandolo l'unico modo per conquistare un tozzo di pane, l'unica alternativa alla disperazione totale.

Il rimpallo delle responsabilità. La NBC News ha provato a capire l'intreccio di responsabilità esistente dietro il dramma. Quello che è stato possibile appurare è che le società di esportazione sono, presumibilmente, tutte a conoscenza della drammatica condizione di sfruttamento dei piccoli minatori, ma rifiutano qualsiasi responsabilità indicando i genitori di queste creature come i veri colpevoli della situazione, insieme agli importatori di mica, prevalentemente cinesi. A loro volta le aziende che acquistano il minerale dichiarano d'ignorare la situazione, rifugiandosi dietro l'etica aziendale, contraria al lavoro minorile e favorevole al trattamento dignitoso e rispettoso di ogni lavoratore. 

Il dramma dei minatori bambini, però, in Madagascar che è tra i maggiori esportatori di mica, è una drammatica realtà e anche se nessuno vuole assumersi la responsabilità di questo sfruttamento, minorile e umano, non bisogna ignorarlo. Anzi, bisognerebbe documentarsi bene e comportarsi di conseguenza. Perché boicottare è possibile e non è sbagliato se può servire a restituire dignità allo sforzo di chi lotta contro la vera miseria.


TMT (ti.mamme team)

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