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TI.MAMME
26.11.2019 - 08:000

Attaccamento e modelli operativi alla base della vita di relazione

Ogni adulto è frutto di un percorso emotivo inevitabilmente condizionato dalla sua infanzia

Si chiamano Modelli Operativi Interni e sono la chiave di lettura delle relazioni umane di ogni adulto. La loro origine risale già alla primissima infanzia, ma nel corso di tutta l'esistenza continuano a formularsi, segnando lo sviluppo psicologico personale. Potrebbe sembrare un percorso complicato, mentre è quanto di più semplice e spontaneo possa esistere, visto che deriva direttamente dal tipo di riferimenti costanti che ognuno, sin dalla nascita, ha nella propria vita. Si comincia con il bisogno della presenza e dell'amore della mamma per ogni creatura e si continua con tutte le figure di riferimento che accompagnano la crescita: qualsiasi adulto abbia un ruolo significativo nell'esistenza di un bambino, segna inevitabilmente la sua crescita emotiva. E quindi, non solo genitori e nonni, ma anche insegnanti ed allenatori sportivi o, comunque, adulti nei confronti dei quali si nutre fiducia.
Ogni bambino modella il proprio tipo di attaccamento in base al legame avuto con i genitori e, sulla base di questa tipologia, continuerà, anche da adulto, a creare le proprie relazioni, così da ritrovare le sensazioni vissute nell'infanzia.

Praticamente: ogni legame cercato e vissuto da adulti è frutto dell'imprinting relazionale sviluppato da bambini. Tutto bello e soddisfacente se le relazioni infantili sono state equilibrate, mentre i problemi, evidentemente, si profilano in caso di esperienze inadeguate vissute da bambini. Genitori assenti o distratti, insegnanti ostili oppure indifferenti condizioneranno, inevitabilmente, le relazioni future che si profileranno fallimentari. Il filo conduttore tra l'infanzia, l'adolescenza e l'età adulta, intermini di relazioni, è il legame di attaccamento, rielaborato in una teoria enunciata dall'inglese John Bowlby, psicanalista vissuto del secolo scorso.

Lo studioso evidenziò l'importanza dell'attaccamento ed il suo valore per tutta la vita di ognuno, sottolineando che esso è l'elemento trainante di ogni individuo che, da adulto, avrà la maturità di staccarsi dal soggetto di riferimento primario, il caregiver, per legarsi a nuove figure fondamentali con le quali condividerà la propria esistenza. Uno sviluppo adeguato del legame di attaccamento favorirà lo sviluppo equilibrato di ogni individuo e rappresenterà un modello per le relazioni future. Per sostenere questa teoria, Bowlby introdusse il concetto dei cicli di privazione che si spiegano con le conseguenze di un'infanzia turbolenta nel futuro. Un bambino cresciuto in un contesto familiare negativo e non curante, sarà a sua volta un genitore inadeguato, poco attento ai propri figli. La lontananza e l'allontanamento forzato dalle figure di riferimento rimangono eventi molto incisivi e possono essere affrontati meglio in presenza di altre persone importanti come un fratello o una sorella che sostituiscono in modo ideale l'assenza del soggetto di riferimento primario.

Ne deriva, quindi, che i Modelli Operativi Interni scandiscono la vita di ognuno senza tralasciare le esperienze maturate nel corso dell'infanzia e dell'adolescenza che rimangono ben radicate e fortemente condizionanti, a meno che non si provveda all'analisi dei fatti che le hanno formate così da averne consapevolezza per poterle rielaborare con l'aiuto di uno specialista. Il tutto per consentirsi da adulti una vita di relazione serena ed appagante, non condizionata dagli esempi acquisiti durante un passato inquieto.

 


TMT (ti.mamme team)

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