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TI.MAMME
01.09.2019 - 08:000

Suonare uno strumento migliora l'intelligenza dei bambini

La scienza promuove la musica da passatempo culturale a stimolo per la crescita personale

 

La musica è un aiuto importante per lo sviluppo e la coordinazione delle capacità dei bambini. La sua importanza è sempre stata sottolineata, raccomandandone tutti gli approcci possibili, affinché i piccoli potessero beneficiare dei suoi risvolti utili.

Oltre l'invito alla musica, suggerito come passatempo interessante, però, c'è la raccomandazione della scienza che sprona alla musica poiché essa rende i piccoli più intelligenti. Eh sì: un'ora di musica a settimana aumenta il quoziente intellettivo, almeno stando alle dichiarazioni di Glen Schnellenberg, psicologo dell’università di Toronto, che una quindicina di anni fa aveva condotto uno studio su un gruppo di bambini, rilevando che chi andava a lezioni di musica aveva un QI più elevato rispetto a chi frequentava lezioni di teatro ed a chi non faceva nessuna di queste attività. Il dato, ovviamente, deve essere interpretato in modo razionale, evitando i condizionamenti e sfruttandolo come mezzo di analisi della realtà. Niente costrizioni, quindi, nessun bambino deve essere iscritto per forza a corsi di musica, ma può essere guidato nella scelta di uno di essi se mostra interesse.
La raccomandazione è principalmente quella di non trascurare la musica, in particolare, e le attività artistiche, in genere. L'arte, infatti, aiuta a vivere meglio perché contribuisce allo sviluppo personale ed alla crescita interiore.

Quali sono i benefici riscontrati? Un avvicinamento alla musica dal periodo prenatale ai sei anni agevola lo sviluppo emotivo e sociale dei piccoli, insieme a quello linguistico e cognitivo. Gli effetti positivi riguardano anche la coordinazione motoria, l'interazione e persino i legami familiari. Tra gli effetti benefici della musica c'è anche il controllo dell'ansia e della concentrazione e questo conferma che studiare musica sin da piccoli permette uno sviluppo maggiore della creatività, ma anche un miglioramento delle energie mentali. Da non trascurare che imparare a suonare uno strumento musicale plasma il cervello in modo diverso e permette di invecchiare meglio, mentre ascoltare musica classica e reggae sin da piccoli rende adulti dalle vedute più ampie, curiosi ed attenti.

Come avvicinare i bambini alla musica senza forzature? Evidenziata la necessità di iniziare il prima possibile, bisogna seguire i piccoli condividendo le esperienze musicali con loro. Alla base devono esserci le inclinazioni dei bambini che sceglieranno di suonare il violino, per esempio, spontaneamente e non perché la mamma lo considera estremamente elegante e raffinato. Il percorso formativo scelto per il piccolo musicista dovrà essere valutato opportunamente, rivolgendosi a strutture qualificate con offerte differenti a seconda dell'età e basate su metodologie didattiche specifiche, supportate da testi di riferimento.

A tre anni si può cominciare ad avvicinarsi alla tastiera, mentre a sei anni si può iniziare un percorso di studio su uno strumento specifico cominciando subito a suonarlo per una maggiore soddisfazione del piccolo. Ma se a quattro anni il piccolo di casa manifesta interesse e passione nel pestare energicamente i mestoli sulle pentole, non immaginate subito di avere tra le mani il futuro Ringo Starr! È bene tenere a mente che il cammino musicale può essere lungo e variegato ma anche molto breve o nemmeno iniziato


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