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TI.MAMME
06.08.2019 - 08:000

Fratelli riuniti: la vita che non si sapeva di avere

Vicende avventurose che raccontano la gioia di ritrovarsi dopo tantissimi anni

 

Essere convinti di non avere altri fratelli o sorelle ed, invece, scoprire per caso di essere parte di una famiglia numerosa. Quando i genitori rivelano di essere adottivi e non biologici, ai figli si chiarisce qualche dubbio mentre nascono altre domande: avrò dei fratelli? Dove sono miei genitori naturali? Ci sono, poi, anche i casi particolari di chi nasce per inseminazione artificiale e scopre di avere un bel po' di consanguinei, figli dello stesso donatore di sperma.

Queste ricerche di familiarità possono risultare complicate, ma ce ne sono altre che si sviluppano più convenzionalmente, con una trasmissione televisiva oppure un messaggio sui social che svelano una realtà in grado di cambiare la vita e regalare una nuova dimensione personale. Sono immaginabili lo stupore e la gioia di scoprire nuovi familiari dei quali si ignorava l'esistenza, tornare indietro con la memoria ad un tempo lontano e tanto diverso e scoprire che esso è stato l'inizio di una nuova vita, ma anche di separazioni inconsapevoli.

È quello che è accaduto a sei fratelli nati in Italia, a Rovigo per la precisione, da una famiglia povera ed afflitta dall'alcolismo di papà Alberto che annullava tutti gli sforzi di mamma Nerina e gli aiuti sociali. I bambini nati da questa coppia erano abituati agli stenti ed alla stanchezza, anche morale, della mamma, e non si stupivano di andare e tornare dagli istituti. Nel 1973 arriva la decisione finale delle autorità competenti ed Alberto e Nerina Boschetto vengono privati della patria potestà, mentre i piccoli vengono affidati a diverse famiglie adottive. È a questo punto che le loro strade si dividono portandoli verso futuri differenti. Quando avviene l'imprevisto, però, e si palesa la notizia di non essere soli, ma di avere ancora legami familiari importanti, si torna a pensare a quegli anni. Svanisce la tristezza per i ricordi dolorosi, mentre subentra l'inebriante entusiasmo per un'occasione nuova, fosse anche solo quella di ritrovare il fratello maggiore al quale si stringeva la mano per attraversare una strada. Marco, Mauro, Monica, Luca, Belinda e Annalisa sono nati tra il 1962 ed il 1972 e, dopo essersi rincontrati, hanno scoperto di avere un'altra sorella, chiamata Nerina come la mamma, nata subito dopo il loro definitivo allontanamento dalla famiglia di origine nel 1973. I fratelli di Rovigo non sono l'unico caso di ricongiungimento familiare mediatico.

Sempre in Italia un 75enne ha scoperto di avere altri 6 fratelli. Si cercavano sul web e, grazie ad un messaggio su Facebook, sono riusciti a rintracciarsi e riabbracciarsi. Sono queste vicende che ricordano al mondo l'importanza dei legami familiari e della ricchezza rappresentata dall'avere accanto un fratello o una sorella. Casi contrari esistono, certo, perché non tutti i legami sono perfetti ed idilliaci, ma il senso di appartenenza e l'idea di non essere soli sono elementi che contribuiscono alla stabilità di chiunque. Con buona pace dei figli unici che o hanno dei cugini fantastici o si scelgono gli amici migliori con i quali condividere la vita. E non è detto che questa non possa essere una fortuna!

 
TMT (ti.mamme team)

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