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25.07.2019 - 08:000

Esiste una crema solare che non irriti gli occhi? Posso utilizzare quella dell'anno scorso?

Il team della Farmacia Contrada dei Patrizi risponde alle domande dei lettori

 

Le mamme e i papà sanno quanto può essere difficile mettere la crema da sole ai propri bimbi, che non vedono l'ora di buttarsi nella sabbia tra formine e castelli di sabbia. E qui sorge la domanda di una nostra lettrice: esiste una crema solare che non faccia bruciare gli occhi ai bambini? Abbiamo girato la domanda al team della Farmacia Contrada dei Patrizi di Viganello, che ci ha svelato anche qualche altra curiosità su questi prodotti essenziali per l'estate. 

«L’occhio è uno degli organi più delicati e sensibili del nostro corpo. Spesso le creme che troviamo in commercio contengono sostanze e forti profumazioni che possono causarne irritazioni, bruciore e rossore, ma anche vere e proprie reazioni allergiche. Non solo quando vengono a contatto diretto con l’occhio ma anche a causa del sudore o dell’evaporazione di queste sostanze. Esistono dei prodotti più delicati rispetto ad altri, e quello che possiamo consigliare è di controllare che il prodotto scelto sia stato testato sotto controllo oftalmologico su occhi sensibili e contorno occhi, come il nuovo "Anthelios Ultra 50+" di Roche Posay, che, con 12 ingredienti in meno, garantisce minori reazioni allergiche».

I filtri solari impediscono l'assunzione di vitamina D?
«La vitamina D è prodotta quando il nostro corpo è esposto ai raggi UVB per almeno 10-20 minuti. Su alcuni siti web viene consigliato di stare al sole per fare il pieno di vitamina D senza protezione solare, ma non proteggersi potrebbe portare più danni che benefici: è bene proteggere sempre la pelle con un SPF 50+ prima e durante l’esposizione al sole, non esporre i bambini al sole nelle ore più calde, coprirli con indumenti, cappellini e occhiali da sole. Per gli adulti valgono le stesse regole, nel caso ci fosse una carenza di vitamina D conclamata è bene farsi consigliare un integratore dal proprio medico o farmacista».

Le creme solari per gli adulti possono andare bene anche per i bambini e viceversa?
«La pelle dei bambini è diversa da quella degli adulti: è più sottile e più delicata, più vulnerabile ai raggi del sole, nonché più incline ad allergie. Per questo necessita di prodotti specifici e spesso le creme solari per adulti non vanno bene. Vale però il viceversa: noi grandi possiamo usare creme per bambini».

Il sole e il mare possono aiutare un adolescente che soffre di acne?
«L’acne è una patologia cronica infiammatoria della cute caratterizzata da accumulo di sebo e cellule cutanee. Senza dubbio l’acqua di mare può avere un effetto benefico, ma attenzione ai sali che rimangono sulla pelle: possono irritare e amplificare l’azione dei raggi solari. È quindi consigliato sciacquare la pelle con acqua dolce dopo ogni bagno. E per ciò che riguarda il sole? La protezione solare è ancora più raccomandata in questo caso, possibilmente scegliete una texture leggera e non grassa da applicare in modo uniforme e frequentemente. La temperatura corporea elevata stimola la produzione di ormoni androgeni che favoriscono una maggior produzione di sebo. È quindi consigliato nebulizzare acqua dolce, come un’acqua termale, per rinfrescare la pelle e abbassare la temperatura».

Se ho un solare aperto dall'anno precedente (ma non è ancora passato un anno), il solare va comunque buttato o è possibile riutilizzarlo se sull'etichetta è indicato che ha validità 1 anno?
«In termini tecnici si parla di PAO, cioè period after opening, cioè durata della crema dopo l’apertura della confezione espressa in mesi. Il simbolino è semplice da identificare: si tratta un barattolino aperto con un numero seguito da M, che si riferisce al numero di mesi in cui possiamo conservare il prodotto senza che vi sia un effetto nocivo. Se sull’etichetta è riportato che la validità è di un anno dall’apertura è possibile riutilizzarlo, facendo attenzione che non sia cambiato l’aspetto e l’odore della crema. In questo caso è necessario cambiare i solari, poiché spesso vengono a contatto con la sabbia, vengono esposti al sole per diverse ore e il rischio che la performance da un anno all’altro sia ridotta è molto probabile.

Dubbi? Domande? Non esitare a contattarci

 

Questo articolo a pagamento è realizzato per conto di Farmacia Contrada dei Patrizi

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