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TI.MAMME
10.06.2019 - 08:000

In visita al museo del formaggio Appenzeller

Augusta e la sua famiglia ci parlano della loro esperienza, ricca di tradizioni e bontà

 

Mucche, orologi e formaggi sono i classici stereotipi che ci contraddistinguono in tutto il mondo. Ma siamo poi sicuri di conoscerli bene? Augusta di Mini Me Explorer, insieme alla sua famiglia, si è recata a Stein, nel Canton Appenzello Esterno, per visitare la fabbrica del famoso formaggio e non solo. Ecco com'è andata. 

Come mai avete deciso di recarvi a Stein?

«In verità la meta del nostro viaggio di capodanno era San gallo, una delle più belle città svizzere. San Gallo è uno di quei gioiellini che si tende a sottovalutare ma che offre moltissimo per le famiglie, in città oppure nelle zone limitrofe. L'idea di Stein è nata per caso: un'allieva che ha frequentato un collegio in zona mi ha parlato del caseificio dimostrativo Appenzeller Schaukäserei e mi ha consigliato di portarci mio figlio. E visto che da San Gallo il viaggio dura meno di 25 minuti di bus, perchè no?».

I musei sono piaciuti ai bambini?

«Tantissimo... sia l'Appenzeller Schaukäserei che l'Appenzeller Volkskunde-Museum sono stati pensati per un pubblico multi-generazionale e quindi nessuno si annoia. E poi c'è molto da imparare sulle tradizioni locali, che sono così affascinanti e diverse dalle nostre. Fuori dai musei c'è un parco giochi unico, a forma di formaggio - ed anche quello è stato molto apprezzato».

Quali attività sono destinate ai più piccoli?

«All'Appenzeller Schaukäserei i bambini ricevono una chiave speciale che apre alcune "nicchie" all'interno della mostra. Sono tutte posizionate a livello del pavimento, quindi il loro contenuto è rivelato solo ai bambini. Imparano a riconoscere alcune delle erbe usate per aromatizzare il formaggio ed in una sala apposita possono apprendere a pestarle con un mortaio (e poi portarle a casa). Accanto, all'Appenzeller Volkskunde-Museum, mio figlio ha trovato bellissimo il fatto di poter acquistare una piccola "mucca piatta" in ottone - e poi "lavorarla" con martello e punteruoli vari, così da renderla simile a quelle che tradizionalmente venivano usate per decorare le tipiche cinture e bretelle».

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