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21.06.2019 - 14:250
Aggiornamento : 24.07.2019 - 08:59

Il cinema nero sotto una luce diversa al Locarno Festival

La Retrospettiva Black Light porta sullo schermo una contro-storia, con opere meno note e spesso omesse in occidente. Per andare oltre #MeToo ed esplorare la rappresentazione della minoranza

LOCARNO - La Retrospettiva Black Light presenterà al GranRex un’inedita panoramica del cinema nero del 20esimo secolo. Piazza Grande omaggerà la Retrospettiva dedicando il Prefestival di martedì 6 agosto al film di Spike Lee "Do the Right Thing" (1989), presentandolo al pubblico della Piazza Grande nella prestigiosa copia restaurata in occasione dei 30 anni del film.

Strutturata come un'indagine focalizzata su lungometraggi del ventesimo secolo, la Retrospettiva Black Light (curata da Greg de Cuir Jr.) presenterà autori di culto, Race movies degli anni '20 e '30, film pionieristici, pellicole emblematiche della Blaxploitation degli anni ‘70 e autori che hanno interpretato e rappresentato la loro epoca politica. L’obiettivo principale di questa selezione è quello di «oltrepassare il concetto di Black, inteso come identità sociale, e indagare l’immaginario dei registi che hanno reinterpretato la questione storica e politica in diverse epoche e in diversi luoghi, esplorando così anche la sfida di essere neri al di fuori di un contesto e di una società africana».

La panoramica Black Light si concentra sul cinema di colore proveniente dalle Americhe e dall'Europa, interpretato da autori di etnie e vissuti differenti, background essenziale con cui dare forma alla propria visione.

Per Greg de Cuir Jr. «Black Light traccia un panorama storico del cinema nero internazionale e mette in dialogo registi di diversa provenienza che hanno realizzato opere chiave sulle culture e sui popoli di origine africana, i quali hanno identità ed esperienze molto diverse ma sono legati da profonde connessioni». Il tema d’interesse di questo lavoro «è che cosa è successo ai figli d’Africa dopo essere stati allontanati dalle loro terre e costretti a sopravvivere in vari contesti attraverso i secoli; come si è riflesso questo passaggio e come è stato visualizzato dalle culture dell'immagine in movimento». L'approccio è «archivistico, volto a rianimare il passato allo scopo di presentare una più completa comprensione del cinema nero che esiste oggi», perché «non esiste una sola concezione di cinema nero, o una sola concezione di Black».

Lili Hinstin ha spiegato: «Ho proposto a Greg de Cuir, il cui lavoro di programmatore curatore e autore sul cinema nero americano mi aveva molto colpito, questo progetto di Retrospettiva che inizialmente avevo intitolato "Being Black" con l'intento di andare oltre il movimento #MeToo ed esplorare la rappresentazione della minoranza attraverso la questione nera. All’interno di un movimento dialettico vivace ed emozionante, Greg ha trasformato la domanda che gli avevo posto in origine e l'ha elevata ad una questione estetica di portata universale». La direttrice artistica si è detta «molto orgogliosa di presentare questo lavoro innovativo e di condividere con il pubblico del Festival questi film il cui corpus ripensa la storia del cinema».

Black Light porta sullo schermo e propone una contro-storia, mettendo in luce opere meno note e spesso omesse dal canone occidentale. La Retrospettiva sarà presentata in collaborazione con la Cinémathèque suisse. Il progetto vede inoltre coinvolte prestigiose e nuove istituzioni svizzere e internazionali che assicureranno una circuitazione che farà viaggiare la Retrospettiva fino al 2020. Fra le istituzioni già confermate: Cinémathèque suisse, Cinema REX Bern, Filmpodium Zürich, l’EYE Filmmuseum ad Amsterdam, Arsenal di Berlino e Cineteca Madrid.

La 72a edizione del Locarno Film Festival si terrà dal 7 al 17 agosto 2019.

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