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L'OSPITE
27.02.2014 - 14:340

Widmer-Schlumpf? Poteva restarsene a Berna

Stefano Fraschina, Deputato in Gran Consiglio, Lega dei Ticinesi

Ennesima dimostrazione di insensibilità del Consiglio Federale nei confronti delle rimostranze del Canton Ticino!

 

Chi si aspettava perlomeno segnali incoraggianti dalla visita (eufemismo…) della Consigliera Federale Eveline Widmer-Schlumpf in territorio ticinese, sicuramente è rimasto con l’amaro in bocca. Tradotto: nulla di nuovo da Palazzo Federale! I vetusti, ormai inapplicabili e logoranti accordi con la vicina penisola in materia di ristorni dei frontalieri, restano li dove sono (anche se il parlamento ticinese ha espresso a chiare lettere indicazione contraria al Consiglio di Stato…)! Secondo il Consiglio Federale più debole di sempre, la revoca oppure una decisa e mirata revisione degli stessi, “indebolirebbe la Svizzera”, ricordando in seguito le importanti trattative in corso con il Governo italico… Sentire queste affermazioni, soprattutto dopo lo storico ed ineccepibile risultato scaturito dalle urne, in merito all’iniziativa-UDC sull’immigrazione di massa, dimostra qual’era, quale sia, e purtroppo facciamocene una ragione, quale sarà la rotta della Berna Federale in materia di politica estera. La verità è ben diversa, dalle fregnacce raccontate dalla Signora Schlumpf! A nostro malgrado, grazie alla famigerata sottoscrizione degli accordi bilaterali ed alla libera circolazione delle persone, il nostro Cantone sta pagando un prezzo elevatissimo. La crescita a dismisura delle notifiche di lavoratori distaccati, del numero di frontalieri che, ormai in tutti i settori, stanno inesorabilmente mettendo in gravissima difficoltà il mercato del lavoro ticinese, senza dimenticare la problematica inerente la viabilità e conseguentemente (considerate le oltre 50'000 automobili che giornalmente entrano ed escono in Ticino), quella ambientale. Tutta una serie di motivazioni che hanno spinto Governo e Parlamento, per l’ennesima volta, a far sentire la voce grossa, a sottolineare che nel nostro Cantone urgono misure urgenti, forti e mirate! Cosi non si può continuare! Ciliegina sulla torta, ci tocca sopportare pure la programmata ed inutile puntata in Ticino della Signora Widmer-Schlumpf, insensibile o incapace addirittura di dare puntuali e dovute spiegazioni alla stampa dopo il “summit”… Questa è l’importanza che il Consiglio Federale concede alle rivendicazioni ticinesi… L’importante é sottolineare il fatto che “importanti trattative con le autorità italiane, sono tutt’ora in corso”, di conseguenza, il vetusto accordo sui frontalieri datato 1974, non si tocca…

La verità è che siamo ostaggio di una politica estera cieca, sorda e suddita al dittatoriale sistema imposto dai burocrati di Bruxelles. Il Cantone Ticino deve prendere in mano il proprio destino, a tutela della nostra economia, del nostro territorio e soprattutto del mercato del lavoro destinato ai nostri figli! Se ci aspettiamo risultati concreti dall’operato di chi sta solo perdendo tempo con le autorità italiane, andremo a fondo. Il nostro Cantone, grazie allo smantellamento dei valichi di frontiera è ormai diventato “terra di conquista”, la micro-criminalità d’importazione entra ed esce dal Ticino come se niente fosse… questa è la situazione nel nostro Cantone, questi sono i risultati della politica estera elvetica! A questa stregua e con queste prospettive, di simili disutili e quasi irridenti puntate in Ticino, da parte del Consiglio Federale, ne facciamo pure a meno! Il blocco dei ristorni è inevitabilmente il primo asso da calare.

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