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13.02.2014 - 12:230
Aggiornamento : 23.11.2014 - 09:14

Ticino a statuto speciale, PLR e PPD fanno marcia indietro

Verdi del Ticino

A quattro giorni dallo storico voto del popolo ticinese e svizzero, i deputati di PLR e PPD tornano in buon ordine ad inginocchiarsi ai piedi del Consiglio Federale e dell'Unione Europea. Con un fin troppo prevedibile voltafaccia i gruppi parlamentari dei due partiti storici hanno deciso di ritirare il sostegno alla proposta dei Verdi per un Ticino a statuto speciale (depositata quattro anni fa!), che chiede che per il nostro Cantone vengano studiate delle regole ad hoc per limitare gli effetti perversi della Libera Circolazione delle persone.

 

Si tratta dell'ennesimo atto di arroganza nei confronti dei ticinesi che, nella misura del 70%, domenica scorsa hanno indicato chiaramente la via da seguire, lanciando alla classe politica ticinese una richiesta quasi disperata di aiuto!

È evidente che ai dirigenti di PLR e PPD di tutto ciò importa ben poco. Ciò che a loro davvero interessa è mettersi sull'attenti rispetto a un Consiglio Federale sfiduciato dalla popolazione, da sempre disinteressato ai problemi del Ticino e pavido nei confronti delle inaccettabili minacce dell'Unione Europea verso il nostro Paese e la nostra democrazia diretta. I Verdi difendono i ticinesi, i capoccia del PLR difendono l'euroministro Didier Burkhalter e l'ottimizzatore fiscale Johann Schneider Amman!

 

I partiti storici, per l'ennesima volta, vogliono ignorare la volontà popolare continuando a fare i segreti collaborazionisti di Bruxelles: è grazie a loro sostegno verso qualunque diktat dei burocrati UE, infatti, se la Libera circolazione delle persone ha devastato il nostro Cantone negli ultimi dieci anni.

 

La "straordinaria" scusa con cui i rappresentanti di PLR e PPD intendono oggi affossare, per cinica vendetta politica contro le forze politiche che la scorsa domenica hanno vinto e pugnalando alle spalle i ticinesi, è che "il segnale è stato già dato". Come se adesso potessimo dire ai nostri concittadini: aspettiamo zitti e buoni i porci comodi di Berna e di Bruxelles!

 

La proposta di Statuto speciale è oggi ancor più di vitale importanza per il nostro Cantone. Lanciare questo segnale significa ulteriormente far presente alla Confederazione – su cui ora possiamo far pesare un enorme consenso popolare - che i ticinesi non sono più disposti a subire a tradimento la libera circolazione delle persone. Siccome confiniamo con l'Italia, abbiamo 60'000 frontalieri, e 38'000 padroncini, pretendiamo delle regole ad hoc per difendere il Ticino e i ticinesi. E che nessuno si sogni di stringere accordi sottobanco con Bruxelles alle spalle dei ticinesi. Questo deve essere il messaggio.

 

La prossima settimana ci conteremo in Parlamento! I Verdi chiederanno la votazione nominale in modo che i ticinesi conoscano nome e cognome dei deputati che difendono gli interessi dei ticinesi e di quelli che fanno il gioco di Berna, di Bruxelles e di Economiesuisse. In questo modo gli elettori potranno appuntarseli in vista delle prossime elezioni. I Verdi d'altro canto ringraziano sin d'ora i gruppi parlamentari – Lega, PS e UDC – e i deputati liberi che non sosterranno i diktat dei loro partiti e coerentemente sosterranno la nostra proposta.

 

Difendiamo i ticinesi! Difendiamo questo territorio e chi lo abita! Queste sono le priorità dei Verdi. La Confederazione ha tre anni di tempo per ridiscutere con Bruxelles i trattati internazionali. Ma in Ticino, di sicuro, tre anni di tempo non li abbiamo per intervenire sulla sofferenza sociale del Paese. Non c'è un minuto da perdere o i ticinesi perderanno definitivamente pazienza e quel po' di fiducia rimasta nella classe politica. Il voto ticinese di domenica scorsa ci dà la piena legittimità di intervenire, con orgoglio e coraggio, mettendo in pratica tutte quelle misure finite nei cassetti o bocciate dai partiti storici con il solito ritornello del "non si può fare". Ora si può fare e i Verdi vogliono collaborare con tutte le forze politiche che hanno cuore la volontà dei ticinesi per attuare nei prossimi 100 giorni quello che i partiti storici non hanno voluto fare negli ultimi 10 anni.

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