Rafforziamo i Comuni e lottiamo contro le privatizzazioni

di Raoul Ghisletta, segretario VPOD Ticino
Stanno per scadere a fine mese i termini utili per la raccolta firme di due importanti atti popolari, per i quali invitiamo le cittadine e i cittadini ticinesi a rispedire subito le liste all’indirizzo indicato in calce ai formulari.
Si tratta innanzi tutto dell’iniziativa popolare costituzionale che vuole rafforzare i Comuni in Ticino, creando quindici entità locali forti e ben ripartite sul territorio, per gestire in maniera efficiente ed efficace il territorio, gli asili nido, la socialità, la scuola, la sicurezza e tutti i servizi di prossimità. Questo permetterebbe di ripensare anche il ruolo svolto da taluni servizi cantonali, avvicinando l’amministrazione di alcuni servizi ai cittadini. Grazie all’iniziativa popolare potrà iniziare una politica delle aggregazioni ordinata e applicata in tutto il Cantone (senza zone di serie A e zone di serie B). Lo scopo è disegnare entro otto anni circa un Ticino in grado di offrire servizi locali di qualità a tutti, ma anche democratico, dato che l’iniziativa rafforza gli strumenti democratici a livello di quartiere e di democrazia semidiretta. Sono questi elementi che sono stati poco considerati nelle grandi aggregazioni avvenute a Lugano e Mendrisio, come pure nell’iniziativa popolare Ghiringhelli.
La raccolta firme si sta per concludere a fine mese anche per il referendum cantonale contro la privatizzazione parziale della sorveglianza carceraria, lanciato contro una decisione sbagliata presa lo scorso aprile dal Parlamento su proposta del Governo. È inaccettabile che lo Stato assuma degli agenti privati per sorvegliare talune categorie di detenuti, addirittura all’interno del penitenziario cantonale. Non si deve favorire una politica di privatizzazione pericolosa, che crea un ribasso delle condizioni di formazione richieste agli agenti di custodia e che apre le porte ai lavoratori non residenti in un settore (quello della giustizia e della sicurezza pubblica) sinora riservato agli Svizzeri. Come spesso capita la Lega, alla testa del Dipartimento governativo che ha fatto la proposta, predica bene e razzola male. Occorre un ultimo sforzo per raggiungere le 7'000 firme necessarie: è l’unico modo per poter mettere in votazione questa modifica di legge, alla quale noi ci opponiamo.




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