Aziende formatrici: massima priorità ai giovani ticinesi

Michele Kauz, Consigliere Comunale di Lugano
Il tasso di disoccupazione giovanile è sempre preoccupante e il Ticino non fa eccezione, allineandosi all’andamento nazionale che, nel 2012, ha stimato un aumento di 651 unità (+3,3%) dei senza lavoro nella fascia tra i 15 e i 24 anni. Per far fronte a questo sviluppo negativo, un ruolo importante l’hanno sicuramente le aziende formatrici e gli enti pubblici. Sono loro che possono valorizzare al meglio la manodopera giovanile presente sul nostro territorio, privilegiando gli apprendisti indigeni. Essendo attivo nell’artigianato, posso ogni anno costatare di persona la marea di candidati provenienti d’oltre confine. Sono giovani alla ricerca di una ditta dove apprendere il proprio mestiere, dei quali circa il 60% frontalieri. Una percentuale consistente, ma che non deve sostituire a sorpassare i giovani locali in attesa di un posto di tirocinio.
Come me, anche le altre aziende formatrici dovrebbero pertanto cercare di assumere gli apprendisti ticinesi, in modo da garantire loro un posto dove formarsi e imparare il loro mestiere. Sono pertanto convinto dell’importanza di valorizzare i giovani presenti sul nostro territorio, in modo da istruire la manodopera necessaria all’economia locale facendo capo alla popolazione indigena. In questo contesto rientrano tutte le aziende formatrici e quindi anche gli enti pubblici, come per esempio la città di Lugano che ogni hanno assume numerosi apprendisti per un tirocinio in diversi settori.
È vero che ci sono dei settori con carenze di giovani ticinesi, per esempio nell’artigianato, ma generalmente l’offerta è soddisfacente e quasi sempre si riescono a trovare degli apprendisti “nostrani”. Per aiutare a equilibrare la domanda e l’offerta, essenziale è il ruolo della Divisione professionale, la quale dovrebbe intensificare il suo impegno per indirizzare i giovani laddove ce ne sia veramente un bisogno. Oggi di fatto sono ancora troppi i ragazzi che vogliono lavorare nel settore commerciale, uno dei più saturi, ma difficilmente tutti riusciranno a trovare un’azienda per svolgere il tirocinio e poi uno sbocco lavorativo in questo ramo. Per assicurarsi un successo lavorativo è dunque importanti meditare sin da giovani, facendo le scelte più appropriate, pensando anche al futuro. In questo lungimirante processo anche le aziende formatrici giocano un ruolo determinante e ora, periodo in cui si stipulano i contratti con gli apprendisti in vista dell’inizio del loro tirocinio, è essenziale che si dia la massima priorità alla giovane e valorosa manodopera ticinese.




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