No ad un solo Comune per la Verzasca

Associazione Ticinese per l'Autonomia dei Comuni (ATAC)
CADRO - L’Associazione Ticinese per l’Autonomia dei Comuni (ATAC), riunitasi a Cadro, ha discusso sul progetto di aggregazione della Verzasca, attualmente allo studio.
L’ATAC, ribadendo le stesse argomentazioni già sostenute per il progetto d’aggregazione del Comune di Onsernone, si oppone all’idea di aggregare l’intera Valle Verzasca in un solo comune. Si tratta di una forma di aggregazione sproporzionata che lede l’autonomia delle comunità locali, vista la vastità del territorio che s’intende aggregare e la distanza fra le diverse comunità (fino ad oltre 20 km).
Una Verzasca aggregata in un solo Comune penalizzerebbe l’Alta Valle in quanto il baricentro politico verrebbe spostato a Vogorno con conseguenze negative a livello di servizi tecnici e amministrativi, come era già stato evidenziato nell’ambito del progetto della Grande Verzasca (bocciato nel 2004)
Tuttavia, visti i costi di gestione delle periferie di valle (costi che dovrebbero essere presi a carico soprattutto dal Cantone), anche per la Bassa Valle, ed in particolare per Vogorno, un’aggregazione dell’intera valle risulterebbe del tutto sconveniente dal lato finanziario. Infatti, aggregandosi con l’Alta Valle, Vogorno dovrebbe sobbarcarsi per l’avvenire gran parte dei costi di gestione cagionati dall’Alta Valle.
Al riguardo, è bene sottolineare che l’importo destinato alla Valle Verzasca non è sufficiente per garantire un risanamento finanziario duraturo e d’altronde esso risulta ridicolo di fronte ai 40 milioni versati dal Cantone per la Valcolla (Lugano).
Occorre poi sottolineare come lo smembramento del Piano (Gerra Piano e Lavertezzo) dalle loro entità vallerane comporta una perdita di cultura e di tradizione non trascurabili, tanto più che il connubio fra Valle e Piano è sempre funzionato ottimamente anche dal profilo della solidarietà comunale.
Per queste ragioni l’ATAC invita la popolazione della Verzasca a distinguere bene fra gli interessi di qualche politico e quelli della Valle e dei cittadini residenti.
L’ATAC ritiene che l’incoerenza di queste aggregazioni è deducibile anche dal pressapochismo cantonale in materia finanziaria nell’ambito della pianificazione dei rapporti con gli enti locali: l’ATAC, che ritiene inaccettabile il ribaltamento di 20 milioni di franchi di oneri dal Cantone ai Comuni, constata una volta in più che il Cantone si vanta di elargire contributi ai Comuni che si aggregano e parallelamente esso richiede agli stessi – qualche mese dopo - la restituzione dei milioni per far fronte ai propri debiti.
È un’altra dimostrazione del fallimento finanziario della politica delle aggregazioni, di cui il cittadino dovrebbe tener conto.
Associazione Ticinese per l'Autonomia dei Comuni (ATAC)




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