Fiera di abitare in faccia al Teatro del Chiodo

Deborah "Mezz" Demeter
Apprendo con rammarico della decisione del consiglio parrocchiale di Daro di vendere al confinante il Teatro del Chiodo, piuttosto che a chi se ne occupa da 30 anni e avrebbe investito per rinnovarlo. Entrambi offrivano una cifra superiore al limite fissato per l'asta.
Perché allora voler far morire un luogo di cultura? Lo scorso maggio i media davano notizia della decisione presa dall'assemblea parrocchiale di vendere il Teatro del Chiodo a due condizioni: che venisse conservata la facciata e che la destinazione restasse quella di teatro. Come mai ora si vende a chi non vuole utilizzarlo come teatro? Inoltre vorrei precisare che come abitante del Quartiere non sarei stata per nulla malcontenta - a differenza di quel che sta scritto ne 'la regione' di oggi - se l'offerta delle attività al teatro del chiodo fosse stata ampliata, anzi!
Mi spiace, perché io dicevo con molta fierezza di abitare in faccia al Teatro del Chiodo. Credo sarebbe utile se il consiglio parrocchiale potesse rivalutare la propria decisione.




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