Il PPD Svizzero compie 100 anni

Dalibor Gottardi, segretario cantonale PPD e Direttore Popolo e Libertà
Sabato 27 ottobre il PPD Svizzero festeggia a Lucerna i suoi primi 100 anni dalla fondazione come partito nazionale. Il Partito Conservatore Popolare – questa la primissima definizione ufficiale scelta durante il congresso dei 220 delegati tenutosi il 22 aprile 1912 – ha delle radici ben più antiche che risalgono al 1848, anno in cui vennero definite attraverso la Costituzione le basi moderne dello Stato federale elvetico.
Non è però mia intenzione fare un excursus storico sulle vicende del nostro movimento a livello nazionale, anche perché seguiranno varie pubblicazioni in merito, tra le quali un documento prodotto dal magazine Die Politik/La Politique (purtroppo soltanto nelle versioni tedesca e francese) e che propone un’analisi fatta da più di un’ottantina di autori, tra i quali anche il nostro presidente cantonale Giovanni Jelmini e del futuro presidente del Consiglio agli Stati Filippo Lombardi. Ciò che invece mi preme evidenziare è il contributo fornito dal nostro Cantone durante questo secolo di storia alla causa popolare democratica nazionale, che ai più magari sfugge, e che invece sottolinea l’attività e soprattutto le capacità e competenze di alcuni attori fondamentali della politica nazionale.
Il Ticino può fregiarsi del più alto numero di consiglieri federali PPD della storia, nell’ordine: Giuseppe Motta (1912-1940), Enrico Celio (1940-1950), Giuseppe Lepori (1955-1959) ed infine Flavio Cotti (1987-1999), che purtroppo per il nostro Cantone resta tutt’ora l’ultimo rappresentante ticinese ad avere seduto nel Governo federale. Al Consiglio nazionale abbiamo fornito 53 rappresentanti mentre agli Stati ben 13 sono stati i PPD targati Ticino. I “nostri” sono stati sicuramente protagonisti di rilievo della politica federale nei vari periodi storici nei quali sono stati in carica ed hanno contribuito in maniera fondamentale a far sentire la voce del nostro Cantone a Berna. Per quello che concerne invece la presidenza del Partito possiamo contare solo Flavio Cotti che ha ricoperto questa carica dal 1984 al 1986, forse troppo poco a fronte dei cinque rappresentanti provenienti dal Canton Friborgo, mentre l’unico ticinese a capo del Gruppo parlamentare fu Enrico Franzoni nel biennio 1971-72.
Questi dati sottolineano l’importante presenza ticinese all’interno delle massime cariche nazionali del Partito e testimoniano il nostro attivismo anche al di là del Gottardo, giusto quindi darne il necessario peso. Se l’intenzione è continuare la battaglia per le nostre rivendicazioni in quanto regione periferica con delle peculiarità diverse rispetto al resto della Svizzera, occorre senza dubbio perseverare con impegno nelle Camere federali. Continuare a far sentire la nostra voce, senza però cadere nel gioco delle polemiche o in quell’attitudine del “piangersi addosso”, fenomeno che troppo spesso ci viene rinfacciato anche dai colleghi di Partito degli altri Cantoni, nonché acuito oltremisura dai media d’Oltralpe smaniosi di stereotipare, per loro convenienza, il così detto “carattere litigioso dei ticinesi”.
Abbiamo bisogno di creare nuove alleanze su temi e progetti a noi cari. Alleanze che vanno consolidate anche con gli altri Cantoni confrontandoci continuamente. Senza però essere noi stessi artefici del Sonderfall Tessin, forse questo sì il male maggiore che ha prodotto negli ultimi vent’anni quel sentimento isolazionista utilizzato da altre forze politiche a detrimento del nostro movimento. In ogni caso la nostra sezione cantonale ha sempre prodotto, produce e dovrà continuare a produrre anche in futuro candidati capaci, competenti e pronti ad assumersi le più importanti responsabilità nei vari consessi nazionali, di questo ne siamo assolutamente consapevoli.




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