Le parti sociali si dotino di un piano a salvaguardia dell’occupazione

di OCST
Il prospettato taglio di posti di lavoro presso UBS come pure la notizia sulla cancellazione di una porzione rilevante di posti di lavoro presso la sede ticinese della banca BNP Paribas confermano la traiettoria di ridimensionamento occupazionale sulla quale è collocato il settore bancario.
OCST Le ricadute della crisi finanziaria, la minore redditività e le pressioni internazionali sul segreto bancario lasciano intravvedere, anche per il futuro, un perdurante riassetto del settore, che, dal profilo occupazionale, produrrà un ulteriore aggravamento della perdita già registrata di un migliaio circa di posti di lavoro.
Sul settore finanziario ricade perciò in primo luogo la responsabilità di mettere in atto una strategia che punti a preservare e valorizzare la piazza ticinese pur nel mutato contesto odierno. Gli stimoli in questa direzione, sfociati tra l’altro nell’elaborazione di un documento sulle possibili prospettive di sviluppo del settore finanziario in Ticino, devono potersi ora tradurre in una più tangibile e volitiva mobilitazione attorno ad un progetto collettivo di salvaguardia del ruolo delle banche nell’economia cantonale. Si tratta in particolare di sapere maggiormente diversificare i campi di attività, oggi prevalentemente innestati sulla gestione patrimoniale. In questo contesto, è compito dell’Associazione bancaria ticinese di imprimere al settore rinnovati impulsi.
Il settore bancario deve parallelamente avvertire la responsabilità di tutelare l’occupazione e il patrimonio di professionalità che i dipendenti gli assicurano. L’ampiezza delle pressioni che gravano sull’occupazione devono indurre a mettere in atto un programma di sostegno all’occupazione che sia coordinato su scala cantonale. E’ indispensabile che la gestione degli eventuali processi di riduzione del personale, laddove comportino licenziamenti, non sia interamente lasciata ai singoli istituti ma venga seguita ed accompagnata centralmente, allo scopo di potere essere più efficaci nei provvedimenti che agevolano il ricollocamento. E’ cioè opportuno che le parti sociali abbiano ad organizzare congiuntamente un modello di sostegno alle persone toccate da misure di ridimensionamento.
A titolo preventivo e in considerazione dei mezzi finanziari tuttora disponibili merita pure di essere discussa la possibilità di attuare una riduzione del tempo di lavoro che apra spazi occupazionali tali da evitare licenziamenti. Oppure, non dovrebbe essere un’eresia pensare a qualche bonus in meno, riconvertendolo in posti di lavoro e tutele occupazionali.
In questo periodo dove le banche seguono una politica del personale restrittiva occorre pure vegliare a non compromettere l’impegno di formazione e di inserimento dei giovani. La preparazione di nuove leve, dotate di un bagaglio solido di competenze e di una progressiva esperienza lavorativa, sono un presupposto irrinunciabile per il futuro del settore.
L’OCST sollecita perciò l’adozione di un piano, concordato tra le parti sociali, che sappia guidare l’odierno processo di riassetto del settore bancario garantendo una tutela efficace dell’occupazione.
O C S T
Segretariato cantonale
M. Robbiani




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