Linee regionali in pericolo, "nulla di buono dalle rassicurazioni"

ASTUTI, Associazione ticinese a difesa degli utenti dei mezzi pubblici
Dopo l’annuncio del rischio di chiusura di più della metà delle linee regionali, le rassicurazioni del direttore dell’Uft non lasciano sperare nulla di buono. Per l’ASTUTI mettere in discussione le linee regionali oggi significa vanificare gli sfori fatti finora e portare la mobilità al collasso.
Dopo le dure reazioni, emerse da associazioni ambientaliste, di categoria, da diversi partiti e dalle varie autorità cantonali in tutta la Confederazione, alla notizia del rischio di soppressione di ben 175 su 300 linee regionali, mercoledì il direttore dell’UFT Füglistaler ha puntualizzato che l’esame di redditività non porterà necessariamente alla soppressione della situazione esistente. Ha aggiunto anche che verranno presi in considerazione altri criteri diversi dalla redditività e inoltre il numero di collegamenti soppressi sarà ridotto a causa di differenti elementi da tenere in considerazione. Una dichiarazione che lascia un po’ l’amaro in bocca.
Risulta spontaneo chiedersi quali altri criteri saranno presi in considerazione perché negli ultimi decenni sono stati fatti grandi sforzi per potenziare le linee regionali che hanno raccolto grande consenso nella popolazione. Prima di tutto in Ticino dove si è passati da una situazione di parziale abbandono del traffico regionale, a un servizio apprezzato da sempre più persone e che permette di sgravare le strade.
Se oggi decidessimo di fare marcia indietro, non solo porteremo la mobilità al collasso poiché molti pendolari e viaggiatori ritornerebbero sulle strade aggravando i ben noti problemi di traffico. Inoltre vanificheremmo gli sforzi fatti finora, ritrovandoci oltre al danno del peggioramento dei servizi, la beffa di aver sprecato gli investimenti che hanno permesso di realizzare una linea regionale efficiente.
L’ASTUTI, l’associazione ticinese degli utenti del trasporto pubblico, invita le autorità federali ad affrontare con più serietà i piani per la mobilità del futuro. Non si tratta unicamente di potare alla cieca i rami all’apparenza più deboli nella speranza che l’albero non subisca troppi danni, ma va valutato il valore economico, sociale e di sviluppo del territorio che il traffico regionale genera in Svizzera e in Ticino. L’ASTUTI invita anche le autorità cantonali a difendere con vigore il traffico regionale ticinese, ormai una realtà consolidata, apprezzata dall’utenza e cardine della mobilità e a osare di più in materia di trasporti pubblici affinché sempre più gente opti per comodità ed economicità a questa opzione, migliorando così la qualità di vita in Ticino.




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