Matteo Buzzi
L'OSPITE
31.05.2021 - 21:550

Per una vera sovranità energetica, sì alla legge sul CO2

Matteo Buzzi, I Verdi, Locarno

SOLDUNO - Ogni anno la Svizzera spende 8 miliardi di franchi per approvvigionarsi in combustibili fossili all'estero, principalmente in paesi poco democratici e che ci hanno causato non pochi problemi geopolitici in passato. Il nostro paese non è infatti energicamente sovrano e si trova quindi in balia del mercato globale che decide sui nostri costi energetici. Basta una crisi petrolifera scatenata da qualche terrorista senza scrupoli o malintenzionato dittatore del Golfo per vedere impotenti lievitare il prezzo di carburanti e combustibili.

L'uso dei combustibili fossili non solo danneggia il clima rafforzando l'effetto serra e causando i mutamenti climatici ma contribuisce anche all'inquinamento atmosferico e a tutti i costi che ne derivano sia in termini di vite umane (si stimano ca. 2200 decessi prematuri annui) che in termini di costi sanitari, stimati sui 6.5 miliardi di franchi.

Proteggere il clima uscendo progressivamente dai combustibili fossili permetterebbe di investire questi miliardi in Svizzera a beneficio della nostra industria, delle nostre piccole e medie imprese e dei posti di lavoro nel nostro paese. Ciò ci permetterà di aumentare la produzione indigena di corrente rinnovabile (principalmente grazie al solare fotovoltaico) e di valorizzare nel contempo la produzione idroelettrica indigena, come confermato ancora una volta nelle recenti valutazioni fatte a margine del rapporto annuale dell'Azienda Elettrica Ticinese.

La legge sul CO2 che voteremo il 13 giugno va proprio in questa direzione: raddoppiare la protezione del clima in Svizzera favorendone una maggiore sovranità energetica e promuovendone una progressiva indipendenza dai combustibili fossili.

Contro questi nostri interessi nazionali si stanno invece prodigando gli importatori di petrolio e di automobili che, a suon di milioni di franchi e di cifre fantasiose sui costi della legge, stanno sponsorizzando la campagna dei contrari. La legge sul CO2 rafforza il principio di «chi inquina paga» e della verità dei costi. Grazie però alla completa ridistribuzione alla popolazione degli introiti della tassa sul CO2 e quella sui biglietti aerei sia tramite una riduzione dei premi di cassa malati che tramite degli incentivi per la transizione energetica e l'innovazione, coloro che faranno delle scelte virtuose verranno premiati.

Con la legge sul CO2, la Svizzera compie il primo passo verso l'attuazione degli impegni di Parigi in materia climatica. Come tutti gli altri stati anche la Svizzera si è impegnata a contribuire all'obiettivo globale di contenere il riscaldamento globale sotto i 2 gradi. Solo raggiungendo questo obiettivo potremo garantire un pianeta vivibile alle future generazioni e limitare al minimo gli effetti dannosi dei mutamenti climatici. Adottare misure lungimiranti oggi è redditizio e vantaggioso per la nostra economia, attendere domani risulterà molto più costoso e rischioso. Pensiamo alla nostra sovranità energetica, alla nostra salute e votiamo sì alla legge sul CO2.

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