Dario Engeler
L'OSPITE
24.01.2020 - 11:000

La digitalizzazione passa anche per la costruzione

Dario Engeler Architetto STS/OTIA Direttore Lavori

In questi anni sentiamo spesso parlare di “digitalizzazione” in vari ambiti (amministrativo, industriale, …) ma poco o quasi nulla nell’ambito della costruzione. Eppure la digitalizzazione della costruzione, BIM per gli specialisti (Building Information Modeling), è una realtà consolidata in molte nazioni da più di 30 anni. In Svizzera tedesca e romanda questa procedura ha iniziato ad essere implementata in opere pubbliche e private. In Ticino invece la digitalizzazione della costruzione è pressoché sconosciuta.

Ma di cosa sto parlando? Semplificando dirò che si tratta di una procedura che permetterà, alla fine della costruzione, di avere una copia digitale della stessa. Con copia intendo che tutto quello visibile e non in una costruzione corrisponde nel modello digitale. Quindi, ad esempio, gli impianti di riscaldamento, sanitario, ventilazione ed elettrico esistenti (tubi, canali, scatole, …) sono riportati nel modello digitale.

Perché digitalizzare un edificio? In particolare perché a medio – lungo termine si possono risparmiare ingenti costi nella manutenzione ordinaria e straordinaria. Inoltre permette di quantificare in modo preciso i materiali necessari per eseguire, ad esempio, un intervento di riparazione.

Un esempio pratico: pensate di cercare, dopo 20 anni dalla costruzione, un tubo di scarico in una parete per riparare una perdita. Nella migliore delle ipotesi avrete ancora dei piani che vi permetteranno di supporre dove questo tubo si trovi nella parete, farete un foro e probabilmente il tubo non ci sarà. Solo dopo diversi fori lo troverete e solo dopo aver speso inutilmente tempo e denaro per la ricerca. Digitalizzando la costruzione si sa esattamente dove quel tubo è stato posato così da poter intervenire in modo mirato risparmiando tempo e denaro.

Recentemente ho letto il messaggio municipale della città di Mendrisio (MM N.N.109/2019)  riguardante il credito di costruzione per la seconda fase di ristrutturazione dell’edificio LaFilanda. Nel messaggio si citano anche i superamenti dei costi della Fase1 e in particolare a pagina 4 uno dei superamenti riguardava la “scarsa corrispondenza fra i piani di revisione agli atti e la reale posizione delle infrastrutture sottomuro e in getto con conseguenti modifiche in corso d’opera.” Se a suo tempo si fosse potuto digitalizzare LaFilanda, oggi quei superamenti di costo non ci sarebbero stati.

Di esempi concreti come questi se ne potrebbero fare moltissimi sia nell’edilizia pubblica che in quella privata.

L’ente pubblico deve chinarsi sulla tematica perché amministra un importante parco immobiliare ad uso della collettività: quindi, a mio modesto parere, le future edificazioni vanno digitalizzate. Questo permetterà di risparmiare denaro e di avere edifici efficienti.

Per gli stessi motivi anche il committente privato, che costruirà la sua casa o palazzina, è pure interessato a digitalizzare il suo nuovo edificio.

Ma anche le compagnie assicurative dovrebbero essere interessate al tema: consigliando al committente di digitalizzare l’edificio che verrà costruito, si potrebbero abbassare il costo delle polizze stabili perché, ad esempio, le ricerche dei guasti sarebbero meno onerose con vantaggi quindi sia per l’assicurato che per la compagnia.

Negli ultimi due anni la Supsi ha proposto un CAS per BIM Specialist, proprio perché il tema prenderà piede anche alle nostre latitudini. Il mio invito a tutti gli interessati alla tematica edilizia, a tutti i livelli, è di prendere contatto con questi specialisti ed informarsi. La digitalizzazione della costruzione sarà una realtà anche in Ticino, bisogna decidere (metaforicamente) se cavalcare l’onda oppure esserne travolti.

Dario Engeler (architetto, BIM Specialist)”

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