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L'OSPITE
22.01.2020 - 12:000

Assicurati cantonali e docenti nel mare in tempesta

Raoul Ghisletta, segretario Sindacato VPOD Ticino e granconsigliere

Il 15 gennaio 2020 il Consiglio di Stato ha licenziato il messaggio 7784 denominato “Attribuzione all’Istituto di previdenza del Cantone Ticino (IPCT) di un contributo integrativo di CHF 500 mio per la copertura del costo supplementare delle garanzie di pensione concesse agli assicurati con più di 50 anni nell’ambito della riforma dell’IPCT entrata in vigore il 1° gennaio 2013.”

Il Governo indica che “la richiesta è motivata dal fatto che le garanzie di pensione accordate agli assicurati più anziani, entrate in vigore l’1.1.2013, nel quadro della grande riforma dell’Istituto di previdenza cantonale votata dal Gran Consiglio il 6 novembre 2012, hanno avuto un costo supplementare di (quantomeno) CHF 500 mio rispetto a quanto al tempo previsto. Il motivo di questo maggior costo è principalmente dovuto alla riduzione del tasso tecnico (“tasso di sconto”) sceso dal 2014 al 2017 dal 3.50% all’attuale 2.00%.”

Il messaggio presenta la situazione degli istituti di previdenza pubblici in Svizzera, numerosi dei quali sono stati confrontati con analoghi problemi di finanziamento. Esso illustra pure i contenuti della riforma pensionistica in vigore dal 1. gennaio 2013 e i sacrifici posti a carico degli assicurati e dei datori di lavoro affiliati.

Se la proposta del Governo verrà bocciata dal Parlamento o dal referendum popolare annunciato dalla Lega dei Ticinesi, a pagare saranno gli assicurati giovani, ossia quelli che al 1.1.2013 avevano meno di 50 anni e che non hanno beneficiato di alcuna garanzia. Questo sarebbe una grandissima ingiustizia, perché essi sono stati penalizzati integralmente dalla riforma del 2012 con una riduzione media del 20% delle rendite e con un aumento dei premi.

Il messaggio 7784 lo ricorda chiaramente. “Ora, ritenuto l’aggravio della situazione finanziaria generata dalla sotto-stima del costo delle garanzie conferite agli over50, è difficilmente ipotizzabile di “chiamare alla cassa” gli assicurati attivi più giovani. Infatti, proprio questi, con la riforma, hanno già dovuto sopportare un taglio delle prestazioni attese di, mediamente, il 20% circa. Con l’inevitabile futura riduzione dei tassi di conversione (NB: i tassi di conversione sono legati al “tasso tecnico”), questi hanno ora la prospettiva di ulteriori importanti riduzioni delle proprie pensioni attese. Inoltre, proprio questa categoria di assicurati già sopporta un contributo di risanamento dell’1%. Infine, in questi anni, sui loro capitali, per far fronte al costo della riduzione del tasso tecnico, è stato accordato unicamente il tasso minimo LPP, e ciò nonostante i buoni rendimenti conseguiti dal patrimonio dell’IPCT.”

Per questo il Sindacato VPOD Ticino invita tutte le forze politiche ad approvare il messaggio 7784 e a sostenerlo politicamente: non si deve commettere una grave ingiustizia nei confronti delle giovani generazioni di impiegati pubblici e di docenti (cantonali e comunali), che sono già state penalizzate dalla riforma pensionistica del 2012.

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