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Luca Campana
L'OSPITE
09.01.2020 - 15:090

Incentivare le giovani coppie ad avere figli comincia dal lavoro

Luca Campana, Presidente associazione Life for Children

di Redazione

A volte complicato, sicuramente bello ma anche difficile quando si diventa genitori, riuscire a coniugare tutti gli aspetti della vita lavorativa e le nuove esigenze familiari. Un valido aiuto in questo caso è rappresentato dagli asili nido all'interno di una struttura aziendale (dai 3 mesi fino ai 4 anni), che permettono a mamme e papà di conciliare lavoro e famiglia in maniera agevole e spensierata, il posto tradizionale è sicuramente molto costoso (asilo privato), per chi non può permettersi degli aiuti sociali e si situa nella graduatoria del ceto medio, ricordo personalmente che in passato per mia figlia e per ben 4 anni la mensilità prima delle scuole dell'obbligo era di 1200 franchi, molto esoso per molte tasche, sicuramente per le nostre, ed i posti in molti casi erano purtroppo limitati.

Ma perché non cambiare paradigma e "instillare" ai vertici delle aziende l'interesse per degli spazi asilo propri?

Il tutto sarebbe pensato per papà o mamma che lavoreranno più tranquilli se sapranno, che: in ogni momento e per qualsiasi problema legato al bambino, la soluzione sarà a due passi, vista la vicinanza del nido. Lavorando sereni, daranno sicuramente risultati migliori, quindi, a tutto interesse del datore di Lavoro. È in questa ottica che dovrebbe vedere luce l’idea dell'asilo nido aziendale: un luogo pensato e organizzato per i bambini dei dipendenti, in grado di garantire la migliore assistenza possibile e lasciare tranquilli e senza ansie i genitori che lavorano.

Bisogna saper cambiare cultura e osare verso nuovi paradigmi del lavoro volti al soddisfacimento del lavoro, un servizio importante per il futuro, perché a pagare l'AVS, ricordiamolo; serviranno futuri impiegati e la gente oggi, purtroppo fa meno figli.

I nuovi nidi aziendali dovrebbero organizzare le proprie attività tenendo conto sia delle necessità, delle motivazioni, delle storie individuali di ogni singolo bambino e della sua famiglia, ma anche, soprattutto, delle esigenze dell’azienda che aiuta a finanziare il progetto. A tal fine offrono orari di frequenza flessibili e combinazioni orarie di diverso tipo, studiati in "solido" al gruppo di riferimento stesso.

La progettazione di un asilo dell'infanzia aziendale è facilmente ottimale per strutture particolarmente ampie, ma non necessariamente, anche uno spazio separato e idoneo a più strutture aziendali (aziende partecipative nel progetto asilo) potrebbe avere senso. La struttura deve assicurare un programma educativo da parte di personale formato e competente; il momento ludico, l’assunzione del cibo e il riposo del pomeriggio devono essere legati ovviamente al bisogno del bambino. Non quindi solo costi per l'organizzazione da tenere in considerazione, ma soprattutto un progetto per le aziende volto al soddisfacimento di performance e per diminuire continue formazioni a causa del turnover di genitori impossibilitati a poter seguire famiglia e lavoro insieme.

Bisogna incentivarne l’apertura, anche da parte istituzionale e politica su tutto il territorio ticinese perché in Svizzera interna si è già particolarmente avanti e molti lavoratori da anni possono beneficiarne in diverse realtà, un esempio viene dall'Italia con Sandro Veronesi, patron di Calzedonia, che lo ha più volte definito «il nostro orgoglio», un esempio di welfare che, da quando è nato, ha riscosso parecchio successo tra i dipendenti-e soprattutto le dipendenti-del gruppo. Tanto il successo, che di anno in anno le richieste per entrare nell’asilo nido aziendale dei cuccioli sono aumentate vertiginosamente a tutto beneficio sia del gruppo come aumento della sensibilità verso le mamme che come prestigio di Brand, perché non prenderne spunto anche da noi?

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