Gioventù Comunista (GC)
L'OSPITE
12.12.2019 - 07:340

Sostegno al referendum contro la riforma del Servizio Civile!

Gioventù Comunista (GC)

La Gioventù Comunista (GC) ha partecipato in qualità di ospite all’assemblea generale straordinaria della Federazione svizzera del servizio civile (CIVIVA) tenutasi il mese scorso a Berna. Durante quest'ultima, è stato deciso di lanciare un referendum qualora il Consiglio Nazionale, come già fatto dal Consiglio degli Stati, approvasse il progetto volto a riformare il Servizio Civile, rendendolo così meno attrattivo.

Esso infatti comporterebbe una serie di misure, volte a complicare l’accesso al Servizio Civile per coloro che hanno già iniziato il servizio militare. Tutto ciò, però, è fortemente in contrasto con il diritto all’obiezione di coscienza, diritto che secondo la Costituzione federale spetta ad ogni persona in qualsiasi momento della sua vita.

Determinate misure risultano poi particolarmente problematiche, ad esempio il fatto che per chi già ha finito la scuola reclute occorrerà attendere un anno fra la richiesta di passaggio al servizio civile e la sua effettiva accettazione. Oltre a ciò la GC contesta l’introduzione, per chi abbandona l’esercito, di prestare servizio civile almeno 150 giorni anche se il computo totale dei propri giorni di servizio mancanti sarebbe inferiore. Una misura che anche dal punto di vista legale pone parecchie perplessità. Verrebbero così penalizzate principalmente quelle persone che, una volta venute a contatto con la realtà dell’esercito, caratterizzato da ormai frequenti gravi casi di abusi contro i coscritti, si rendono conto di quanto il servizio militare non corrisponda alle necessità della società e ai propri principi.

La Gioventù Comunista da sempre lotta a favore del diritto al servizio civile per chi vuole rendersi utile alla collettività senza sparare e dichiara nuovamente la sua totale contrarietà a questa riforma, contro la quale si era espressa già lo scorso settembre. La GC si dichiara quindi pronta a sostenere il referendum e a raccogliere le firme. La discussione in Consiglio Nazionale su questo progetto si terrà verosimilmente la prossima settimana. In vista di quell’occasione, la GC ci tiene a invitare i consiglieri nazionali ticinesi neo-eletti o confermati a rifiutare il progetto e a non intaccare il diritto all’obiezione di coscienza. Se l’esercito ha dei problemi, come vien detto per legittimare una tale riforma, occorre che li risolva da sé alla radice e senza discriminare i civilisti: giù le mani dal Servizio Civile!

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