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Noemi Buzzi
L'OSPITE
29.11.2019 - 07:450

Il consumo sta distruggendo il pianeta

Noemi Buzzi, Giovani Verdi

di Redazione

Il grande inganno del commercio online è stato quello di far comprare sempre di più e allo stesso tempo di far pensare meno a come effettivamente gli acquisti ci raggiungono entrando in un circolo vizioso: all’aumento del traffico pesante sulle strade, si aggiunge l’usura delle infrastrutture viarie e l’inquinamento dell’aria. A livello globale, solamente l’un percento dei materiali che si spostano attraverso l’economia del consumo sono ancora in uso dopo sei mesi dall’acquisto, a causa di un’obsolescenza pianificata o percepita. Riciclare persuade la gente di aver fatto la propria parte, sottovalutando l’impatto ambientale dovuto al consumo di prodotti fatui, mentre le regole del libero mercato forzano i paesi a partecipare ad una sagra del ciarpame. È necessario un altro sistema. Neppure gli acquisti ‘ecosostenibili’ sono la soluzione – soprattuto in caso di greenwashing, ovvero quando la sostenibilità ambientale è solo pro forma e non nei fatti – perché non vi è in sostanza alcuna differenza significativa tra i prodotti.

Paradossalmente la coscienza per il clima è più presente tra i benestanti, ma questo si tramuta nel desiderio d’acquistare prodotti che soddisfino parametri ‘ecologici’ non cambiando quello che è una forma travestita di consumo. Non è l’attitudine che governa l’impatto ecologico bensì il reddito: avendo più disponibilità economica, si tende a consumare di più. Pertanto l’un percento più ricco del mondo, ovvero color che possiedono un reddito familiare corrispondente a circa 7500 franchi al mese, producono 175 volte CO₂ in più rispetto al 10 % più povero.

Dobbiamo riformare radicalmente il modo in qui ci approcciamo agli acquisti, prendendo il tempo necessario per valutare ogni singola spesa, invece di lasciarsi ingannare davanti a qualche (apparentemente) ghiotto sconto. Parliamo chiaro: una buona parte dei prodotti in vendita durante il Black Friday ha lo stesso prezzo o è disponibile a un costo inferiore in un altro momento dell’anno. La forma più alta di ecologia è risparmiare al 100 % e non comprare assolutamente nulla.

In questo senso sarei favorevole all’introduzione di una ‘biblioteca degli oggetti’ dove è possibile prendere in prestito utensili, elettrodomestici, giochi così come conoscenze e capacità di persone che si mettono a disposizione. In questo modo si condividono oggetti che raramente vengono usati e che altrimenti rimarrebbero a prendere polvere sugli scaffali. Allo stesso tempo, si scambia esperienza e si crea una forte coesione sociale tra vicini di quartiere.

L’appagamento non si ottiene attraverso i beni materiali, anzi è vero il contrario: la soddisfazione si conquista coltivando il proprio carattere e la propria mente, moderando il consumo. Coloro che acquistano in maniera smodata non guadagnano altro che una soddisfazione temporanea.

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