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Matteo Muschietti
L'OSPITE
23.11.2019 - 19:300

I comuni ed il loro ruolo nel cambiamento climatico

Matteo Muschietti - resp. dic. ambiente comune di Coldrerio

di Redazione

In questi giorni tutti i comuni stanno allestendo il bilancio del preventivo 2020. Oltre che controllare tutti i costi ed i ricavi per ogni singolo conto ed occuparsi di fare le previsioni per le entrate del 2020, è giunto il momento di integrare a tutti i livelli, dal finanziario al piano regolatore, alle politiche presenti e future, un discorso ecologico forte. Tutto ciò che verrà deciso, oltre a mobilitare la sensibilità sui costi dovrà integrare con la stessa importanza il costo ambientale che ogni scelta comporta. Troppo spesso questo aspetto non rientra nelle equazioni politiche, finanziarie, energetiche e tutte le scelte che toccano la comunità, anche le più banali. Bisogna cambiare rotta, la scienza e le persone serie, plurilaureate e competenti nei loro campi di ricerca, non fanno che gridare che la nave sta affondando. Solamente degli scellerati che non amano i propri figli o che semplicemente non hanno le capacità intellettuali per capire che cosa sta succedendo, possono continuare ad ignorare campanelli d’allarme seri, suonati da autorità al vertice del mondo della scienza che tuonano avvertimenti attraverso dati e numeri reali e che non lasciano dubbi sul quadro che ci attende. Si prende sottogamba la possibilità dell’innalzamento di 5 gradi centigradi a livello globale entro il 2100, senza sapere che l’ultima glaciazione si è prodotta su un cambiamento di 5 gradi (beninteso verso il basso in quel caso) su scala globale. Non di 20 o 30 o altre cifre astronomiche che la gente interrogata sul soggetto potrebbe sparare, solamente 5! Tutti gli equilibri si rompono per 5 gradi e i danni di un cambiamento verso l’alto sono catastrofici tanto quanto quelli verso il basso che hanno prodotto una glaciazione. La terra sopravvivrà e avvierà un nuovo lungo ciclo se necessario, ma noi? Forse sopravvivremo, di certo non vivremo più. Io non voglio che i miei figli e soprattutto i figli dei miei figli sopravvivano. Voglio che vivano!

È giunto il momento di integrare nel cappello che accompagna tutti i messaggi municipali un messaggio ambientale forte.

L’ambiente deve far parte dei costi calcolati in ogni scelta e deve essere al primo posto. Oggi si usa dire “ma non conviene dal punto di vista economico” per bocciare una scelta da applicare su larga (ma anche piccola) scala. Ebbene, le Autorità dovranno aiutare la gente a rendere automatico nel loro ragionamento frasi come ”ma non conviene dal punto di vista ambientale” davanti alla proposta di qualsiasi progetto, calcolo finanziario, idea politica, tutto. Sì perché se vogliamo continuare ad avere un posto dove fare progetti, costruire, investire, realizzarci come uomini, dobbiamo inserire da ADESSO una coscienza di salvaguardia SERIA di questo posto, perché se ci viene a mancare sotto i piedi non potremo proprio più fare un bel niente. La terra è l’unica nave in grado di trasportare la vita che conosciamo, non ce ne sono altre. Io voglio restare su questa nave sicura, fiero di averla difesa. Non voglio vivere in una scialuppa di salvataggio in balia dei mari, delle tempeste e di un sole cocente che mi brucia la pelle. Con le conoscenze che abbiamo l’ignoranza non è più tollerabile e i cittadini vanno informati e coinvolti in un discorso coscienzioso da subito. Dobbiamo colmare il vuoto culturale che abbiamo, sanare l’ignoranza che la nostra società promuove in questo ambito e promuovere una cultura della conoscenza, del rispetto ambientale e dell’intelligenza. Contribuire ad instaurare una nuova cultura di pensiero per un mondo sostenibile e sano al fine di ritrovare il contatto con la realtà e le cose che veramente contano.

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