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Cristina Gardenghi
L'OSPITE
16.11.2019 - 10:090

L’unico voto utile: quello dal cuore

Cristina Gardenghi, deputata in Gran Consiglio per i Verdi del Ticino

di Redazione

Se non l’abbiamo ancora fatto, dobbiamo riflettere in modo accurato su chi domani merita il nostro voto. Con due tratti di penna stiamo infatti stipulando un patto di rappresentanza, un atto di procura con il quale conferiamo a una persona (che spesso nemmeno conosciamo così bene) il potere di agire in nostro nome nel consesso federale durante i prossimi quattro anni. È una scelta delicata, che non può e non deve risolversi in un semplicistico “voto utile”. Chi decidiamo di premiare con la nostra preziosa fiducia deve dimostrarsi all’altezza di capire i temi che ci stanno a cuore e di saperli difendere con franchezza e determinazione. L’esercizio democratico ha senso dunque se prima ci si chiede cosa è davvero importante per noi.

Sono prima di tutto una donna: per me è fondamentale che a rappresentare me e in generale il 51.2 percento della popolazione ticinese ci siano donne in tutti i livelli istituzionali, che possano capire le potenzialità e le sfide del mondo femminile in tutti i suoi ambiti e agire di conseguenza. Sono anche una rappresentante di una delle circa 8.7 milioni di specie finora identificate sul pianeta Terra. Gradirei che a governare il paese in cui vivo ci siano persone che capiscono l’importanza di ripristinare e tutelare un ambiente sano al fine di proteggere le basi della vita, di cui tutte e tutti noi necessitiamo. Spingere per una politica che permetta di proteggere l’ambiente e di contribuire in modo incisivo a frenare il surriscaldamento globale non è isteria, è senso di dovere nei confronti delle generazioni presenti e future e empatia verso le altre specie che stanno soffrendo a causa delle nuove inospitali condizioni ambientali di cui siamo le dirette e i diretti responsabili. Infine, sono parte di una società che ha dei bisogni inderogabili, quali il diritto a salari dignitosi per il lavoro svolto e a una pensione, l’accesso a un’istruzione di qualità, una sanità con costi accessibili, una distribuzione equa della ricchezza, la nonviolenza. Vorrei che a rappresentarmi a Berna ci sia una persona che metta questi bisogni della società davanti ai bisogni dell’economia e che ridimensioni questi ultimi, affinché l’economia torni al servizio dell’umanità e non sia più il contrario.

Una sola persona tra le quattro in “corsa” per il Consiglio degli Stati è in grado di capire e difendere i temi che mi stanno più di tutto a cuore. Questa persona è Marina Carobbio Guscetti e la premierò dandole l’unico voto utile che contemplo: quello dal cuore.

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