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07.10.2019 - 12:000

Per l’alternativa unitaria e il fronte progressista!

Edoardo Cappelletti, Membro di Direzione del Partito Comunista e Consigliere comunale a Lugano

Questo mese saremo chiamati alle urne per le prossime Elezioni federali, alle quali il Partito Comunista, nel solco della sua tradizione unitaria, ha deciso di presentarsi all’interno della Lista 12 – Verdi e Sinistra alternativa. A fronte di una deputazione ticinese limpidamente spostata a destra, si è perciò inteso contribuire attivamente all’elezione di un secondo esponente progressista a Berna, opportunità che appare al momento quanto mai realista e auspicabile. Dopo il successo conseguito lo scorso mese di aprile, che ha visto raddoppiare la presenza dei comunisti in Gran Consiglio, è insomma con la massima serietà che a questo appuntamento abbiamo voluto impegnarci per cercare di spostare a sinistra gli equilibri alle Camere federali. La coalizione, composta da Verdi del Ticino, Partito Comunista e Forum Alternativo, si presenta infatti come un’alternativa credibile, oltre che alle politiche antipopolari propugnate dal fronte borghese, anche alla stessa socialdemocrazia, con la quale si è comunque siglata una congiunzione per una questione di responsabilità politica. Malgrado le rispettive differenze, le quali, non si può negare, permangono nelle sensibilità e nel metodo, all’elettorato viene così offerta la possibilità di optare per una lista unitaria che intende lavorare per un reale cambiamento. In quest’ottica, a motivare l’intesa fra le tre formazioni non vi è stata una mera ponderazione elettorale, ma in primo luogo la comune convinzione di perseguire un coraggioso programma di rinnovamento economico, sociale e ambientale.

Tanto per cominciare, quella dei Verdi e Sinistra alternativa è l’unica lista che nel campo progressista si batte contro ogni forma di allineamento alle politiche liberiste e neocoloniali di questa Unione europea, a partire da un accordo quadro che rischia di allentare le già inconsistenti misure d’accompagnamento. Nel contempo occorre dunque rafforzare i diritti dei lavoratori e degli apprendisti, i quali, come perorato da tempo dal Partito Comunista, dovrebbero beneficiare rispettivamente di un salario minimo di almeno 4'000 e 1'000 franchi. Contro l’esplosione dei premi di cassa malati, che continuano a costituire una delle principali voci di spesa del bilancio familiare, viene ribadito invece che il problema non può venire risolto finché non saranno scardinate le logiche private che pervadono l’attuale sistema sanitario. In questo senso, la rivendicazione di una cassa malati pubblica finanziata con premi in base al reddito e alla sostanza mantiene tutta la sua attualità. Dalla piattaforma unitaria emerge inoltre con chiarezza che, per contrastare gli effetti del cambiamento climatico, i semplici appelli alla responsabilità individuale della cittadinanza appaiono insufficienti se non addirittura mistificanti. Affermando la centralità di una reazione collettiva e dunque politica, la lista sostiene ad esempio una progressiva uscita dal nucleare, la priorità del trasporto pubblico rispetto a quello privato, la presa in conto a livello fiscale delle esternalità negative delle imprese meno virtuose, come anche l’iniziativa per multinazionali responsabili. A trovare spazio vi è infine la pretesa di una maggiore redistribuzione della ricchezza, che possa concretizzarsi non soltanto in una più equa imposizione delle imprese, ma anche in un’armonizzazione della fiscalità dei Cantoni per arginare il fenomeno del dumping fiscale.

Nel quadro di questa alleanza, il Partito Comunista è presente nella Lista 12 – Verdi e Sinistra alternativa con due giovani candidate al Consiglio nazionale, Angelica Forni (1998) e Lea Schertenleib (1999). Entrambe in lizza per il Gran Consiglio lo scorso aprile, la prima studia Relazioni internazionali all’Università di Ginevra e fa parte del Coordinamento della Gioventù Comunista Svizzera, mentre la seconda segue la formazione in Pedagogia curativa a Friborgo ed è attiva nel Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA). A complemento della piattaforma unitaria, nel corso della campagna elettorale le rappresentanti comuniste stanno cavalcando una serie di temi che giudichiamo cruciali per la Svizzera del futuro. A questo proposito, a rivestire un’importanza strategica è la salvaguardia della neutralità del nostro Paese, il quale, grazie anche a una maggiore cooperazione e diversificazione commerciale con i paesi emergenti, dovrebbe cercare di svincolarsi dalle ingerenze nocive dell’UE e della NATO. Inoltre, non è mancata occasione per denunciare lo smantellamento del servizio pubblico della Posta, provocato dagli ultimi processi di liberalizzazione e aziendalizzazione. La soluzione a questa deriva, come spiegato a più riprese dalle candidate comuniste, può consistere quindi in una moratoria sulla chiusura degli uffici postali e nel ripristino della regia federale delle PTT. Come condiviso dalla stessa coalizione, si è poi rimarcata a più riprese la contrarietà a un aumento dell’età di pensionamento anche per le donne e dell’IVA, rivendicando piuttosto un rafforzamento dell’AVS nell’ottica di superare l’odierno sistema dei tre pilastri. Non da ultimo, quali esponenti della Gioventù Comunista, le candidate si sono giustamente espresse anche a favore di una parificazione completa tra il servizio civile e quello militare, nonché contro lo spropositato acquisto di nuovi aerei da combattimento. Per dare forza a un’alternativa unitaria a sinistra e, con essa, all’intero fronte progressista, un invito è perciò rivolto a votare la Lista 12 – Verdi e Sinistra alternativa, senza scordare le giovani, preparate e motivate Angelica Forni e Lea Schertenleib.

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