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Alessandro Robertini
L'OSPITE
08.09.2019 - 15:370

Vigilare per la prosperità della Città

Alessandro Robertini, Presidente regionale Partito socialista del Bellinzonese

Lo scorso maggio la popolazione ticinese ha di fatto dato il via libera alla costruzione del nuovo stabilimento delle Officine FFS sul territorio del comune di Arbedo-Castione, o meglio, questo è quanto si è voluto far credere durante la campagna della votazione "Giù le mani dalle Officine", se questa fosse stata affossata come in effetti avvenuto. Ora siamo di fronte alla realtà della realizzazione di detto stabilimento entro il 2026 o forse anche prima, confermata anche dall'accordo tra Cantone, Città e FFS siglato in pompa magna lo scorso 7 agosto nella cornice del castello di Sasso Corbaro. Il costo preventivato è di 360 milioni, di cui la metà a carico dell'ente pubblico (Confederazione 60, Cantone 100 e Città 20) e l'altra metà a carico delle FFS stesse, azienda che agisce nel libero mercato, ma comunque sempre di proprietà della Confederazione e quindi di tutti i cittadini. Quel che a tutt'oggi non è ancora dato di conoscere è un vero piano industriale con tanto di prospettive di sviluppo e ricadute per la regione in termini di posti di lavoro in primis e di indotto economico in secondo luogo. Nonostante quanto riferito durante suddetto incontro sia stato riportato dai media come "la presentazione del piano industriale", le FFS, per voce del CEO Andrea Meyer, non hanno fatto altro che ripetere come un mantra cifre e fatti già noti durante la campagna elettorale sull'iniziativa: 200-230 posti di lavoro (a fronte degli attuali 450, se consideriamo che le nuove Officine ingloberanno anche le strutture di Pedemonte e Biasca) e il tipo di composizioni (Giruno, Flirt, ecc.) di cui verrà fatta la manutenzione, in prevalenza leggera, senza aggiungere un benché minimo dettaglio con una parvenza di un vero e proprio piano industriale su cui basarsi per capire quale sarà l'effettiva evoluzione dello stabilimento, salvo un paio di indicazioni del tutto marginali sulle dimensioni dello stesso, e tanta demagogia quale ad esempio l'insistenza sul concetto di "stabilimento più moderno d'Europa", come se le tecnologie più moderne fossero improvvisamente piovute sul nostro piccolo Ticino e non altrove. La strada affinché quanto promesso possa realizzarsi e che quanto prospettato possa effettivamente portare prosperità in termini di futuri posti di lavoro e di sviluppo economico è ancora molto in salita. Sarà quindi compito del Cantone, ma soprattutto della Città, che ne è la diretta interessata, per bocca del Municipio che verrà eletto la prossima primavera, vigilare, affinché quanto pianificato, per ora molto poco, vada nella direzione auspicata, sia per quanto riguarda la nuova Officina, ma anche per il futuro sviluppo dell'area che si libererà sotto la stazione, in termini di sostenibilità, di sviluppo economico, e soprattutto evitando che avvenga una scellerata speculazione edilizia.

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