L'OSPITE
06.09.2019 - 15:230

Frontalierato mordi e fuggi

Omar Wicht, consigliere Comunale Lugano

Sono molte le segnalazioni di cosiddetti abusi di frontalierato che mi giungono da diversi ambiti lavorativi. Una in particolare ha colto la mia attenzione, il cosiddetto frontalierato fantasma del mordi e fuggi. È un fenomeno in forte crescita, invisibile e forse per questo difficile se non impossibile da controllare e sanzionare dalle autorità.

Mi spiego meglio: mi sono giunte appunto diverse segnalazioni molto attendibili, di cittadini italiani che vengono a lavorare in Svizzera,
soprattutto in Ticino per 2 o 3 giorni al mese, a volte anche 1 settimana di fila, senza notificare nulla a nessuno e, naturalmente, in nero.
Hanno contatti per occupare una camera di solito e lasciano una percentuale al “datore-disonesto” di lavoro.

In un salone da parrucchiera del centro città, ad esempio, arriva mensilmente un parrucchiere dalla vicina Italia, si ritaglia 3 giorni al mese, avvisa le clienti, concentra gli appuntamenti e si porta a casa un bel gruzzoletto. Tutto questo chiaramente esentasse e senza oneri sociali.

Anche in molti altri settori vige questo trend, sopratutto sono ex frontalieri che, avendo capito l’andazzo e avendo diversi contatti nel nostro territorio, riescono con questo “giochetto” a portarsi a casa la pagnotta in pochi giorni di lavoro, chiaramente a discapito della nostra economia.

Ne sento purtroppo di tutti i colori, tutti i giorni, e non mi meraviglio più di niente. Ho un sacco di segnalazioni, da parte di persone disperate che tra la sfiducia e molti altri fattori predominanti non sanno più cosa fare. Il governo ticinese deve erogare meno permessi G, deve fare un’attenta analisi sulla situazione frontalieri e su tutte le sfaccettature minacciose che ne derivano.

Spero sui tavoli di lavoro del gran consiglio ticinese, qualche deputato porti questo argomento tramite magari un atto parlamentare.


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