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L'OSPITE
31.07.2019 - 21:120
Aggiornamento : 22:48

Liberi e Svizzeri

Andrea Ghisletta, candidato al Consiglio Nazionale PS

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Se dovessi scrivere oggi un manifesto per la Svizzera scriverei di libertà, di democrazia, di indipendenza, di pace. Scriverei di libertà e di indipendenza, di democrazia e di diritti nei confronti di altre persone e dello Stato, ma non solo; scriverei di questi principi anche nei confronti di quelle multinazionali che in un mondo globalizzato fanno sempre più il brutto e il cattivo tempo con la privacy, con la politica, con il potere d’acquisto e con la salute delle persone comuni. Scriverei di pace parlando di cooperazione e promettendo di evitare controsensi quali vendere armi a Paesi ad alto rischio di abuso. E pretenderei che questi principi siano raggiunti in un moto di solidarietà e apertura al mondo, senza rimanere impassibili verso chi vive la miseria e la violenza. Metterei al centro del mio manifesto il multiculturalismo e la diversità, ovvero il vivere la molteplicità nell’unità, nella considerazione e nel rispetto reciproci. In una nazione dalle tante identità, lingue e culture non possiamo pensare di convivere senza che le maggioranze comprendano e tutelino le minoranze. Penso per esempio alla difesa servizio pubblico al di là di una mera logica del profitto, come accaduto per la radiotelevisione nazionale lo scorso anno. Scriverei di responsabilità verso le generazioni future, volendo consegnare ai miei figli e ai miei nipoti un territorio e un ambiente vivibile e godibile. Nel mio manifesto inciderei poi l’ideale della giustizia sociale, dell’aiuto reciproco all’interno di una comunità, poiché la forza di un popolo si commisura al benessere dei più deboli dei suoi membri.

Chiederei ai miei concittadini di farsi carico di questo manifesto per il proprio senso etico e il proprio benessere. E forse qui, volendo responsabilizzare le persone davanti a loro stesse e la loro morale, prima che davanti al loro credo o al loro Dio, traccerei l’unica differenza con l’attuale Preambolo della Costituzione elvetica. Da tempo osservo una pericolosa associazione dei simboli che rappresentano la Svizzera alla destra sovranista, simboli che non devono però essere appannaggio di una sola area di pensiero politica. Quando Guglielmo Canevascini organizzò l’azione antifascista ticinese nel mezzo della seconda guerra mondiale fondò una squadra d’azione segreta conosciuta come “Liberi e Svizzeri”. Oggi questo motto è tristemente in mano alla destra isolazionista. Compito del Partito Socialista è di ricordare che un’altra Svizzera, molto simile a quella pensata nel Preambolo della nostra Costituzione, esiste e resiste; e nostro è il compito di associare questa Svizzera ai simboli nazionali. Buon primo d’agosto!

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