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L'OSPITE
02.07.2019 - 21:550

Breve riassunto di una storia decisamente troppo lunga

Collettivo R-esistiamo

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Ci siamo accorti del bunker di Camorino quasi per caso nella primavera dell'anno scorso, conoscendo persone che vivevano lì o che vi erano state. Persone, lo ricordiamo, fuggite da Paesi in guerra o con regimi dittatoriali o dalla miseria e che per giungere fin qui hanno già vissuto difficoltà e subìto violenze di ogni tipo.

Da non credere! Il primo pensiero è stato: Possibile che in Ticino non ci siano altre possibilità d'alloggio sopra la terra? Abbiamo scoperto poi che molti di loro erano lì da oltre sei mesi, chi da un anno, chi da due... Ben oltre le 3 settimane date come tempo massimo dalla Commissione Nazionale per la prevenzione della tortura (CNPT).

Le condizioni all'interno del bunker le sapete, sono state descritte in lungo e in largo l'estate scorsa, quando oltre il caldo invivibile e la mancanza d'aria in un luogo per definizione senza finestre si erano aggiunte le cimici da materasso.

Abbiamo man mano raccolto informazioni più dettagliate sulle condizioni di vita in questo posto, che non stiamo a elencare ma che in questo ultimo anno sono state riassunte e comunicate in varie forme, anche alle autorità preposte. A marzo abbiamo consegnato alla Cancelleria un appello sottoscritto da un centinaio di medici attivi in Ticino in cui si chiede come unica misura possibile la chiusura immediata e definitiva di simili strutture quale alloggio per civili per tutta una serie di motivi chiaramente elencati e motivati.

Nessuna risposta se non un vago progetto per il 202... per la costruzione di uno stabile polivalente, oltretutto senza nessuna garanzia che il bunker venga chiuso.

Lunedi 24 giugno una trentina di persone del bunker intrapprendono uno sciopero della fame, per ottenere delle condizioni di vita dignitose, che viene però messo a tacere con immediati spostamenti poco chiari.

Cosa c'è di non serio se dopo tutti questi tentativi, le persone che subiscono sulla loro pelle queste condizioni osano per una volta dire che non ce la fanno più e lo fanno con molto coraggio con i pochi mezzi che hanno a disposizione? E non capire che, in tale situazione di estrema difficoltà, ricorrere a uno sciopero "non è una moda" ma un atto vitale di dignità e coraggio, è perché si continuano a preferire i propri giochetti politici viziati o perchè davvero - e forse è ancora più grave - non si è proprio capito niente di quello che sta succedendo e si continua a vivere nella propria bolla paradisiaca fatta di incanti e privilegi.

Signora Ferrara e Signor Fonio una buona giornata a voi e... non dimenticate: attenzione ai colpi di sole e bevete molto che fuori fa sempre più caldo caldo.

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