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L'OSPITE
14.05.2019 - 17:300

Per la solidarietà tra i lavoratori

Adriano Venuti, membro di direzione del Partito Socialista

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“Giù le mani” è un urlo di lotta. Il motto è nato, o per lo meno ha raggiunto grande e contemporanea notorietà, in occasione dello sciopero delle Officine, nel 2008. Sciopero nato dalla determinazione di alcune centinaia di lavoratori decisi a difendere il proprio posto di lavoro. Ma in ballo non c'era solo l'interesse personale del singolo lavoratore, c'era qualcosa di più. C'era la volontà di difendere una tradizione industriale ultracentenaria.

Si trattava di difendere un luogo di competenze e formazione, in parte legato a lavori di altri tempi, quei lavori che ancora si fanno con le mani e non seduti a una scrivania pigiando bottoni collegati a un mondo virtuale e non sempre tangibile. Ma anche un luogo di lavoro che nel corso della sua lunga storia è stato capace di non finire su un binario morto (come qualcuno vorrebbe invece farci credere) ma che è rimasto al passo con i tempi moderni e di oggi, tecnologicamente aggiornato.

Si trattava anche di difendere i posti di lavoro in Ticino, in generale. Se un'azienda in qualche modo ancora legata alla Confederazione, che per sua natura dovrebbe offrire posti di lavoro sicuri e ben retribuiti, si permette di voltar le spalle al nostro Cantone, per quale motivo altre aziende dovrebbero mostrare un minimo di attenzione per le nostre terre, per le nostre lavoratrici e per i nostri lavoratori?

Ciò è dimostrato anche dalla grande mobilitazione che ha visto migliaia di persone, cittadine e cittadini di tutto il Paese, scendere in strada o andare in pittureria per portare la propria solidarietà agli operai delle Officine.

Ed è questo che bisogna fare oggi, urlare forte e in maniera chiara che questo angolo di Svizzera non vale meno di nessun alto cantone. Con l'iniziativa “Giù le mani dalle Officine” si chiede questo. Si chiede che il Cantone e le FFS si impegnino non solo a realizzare le nuove officine di Castione, ma cerchino il modo di realizzare qualcosa di più che permetta di mantenere vive le competenze fin qui acquisite e di aumentarle ulteriormente.

Non si tratta di difendere i singoli impieghi, ma di difendere il lavoro nel senso più ampio del termine: posto fisso e qualificato, giusta retribuzione, aggiornamento professionale continuo eccetera. Per questo motivo è una votazione che riguarda tutte e tutti noi. Difendiamo le Officine per difendere il nostro posto di lavoro.

Una volta, almeno a Sinistra, era normale e naturale difendere in maniera solidale i posti di lavoro ed era normale chiedere l'impegno dello Stato per la garanzia dei posti di lavoro. Oggi, invece, c'è chi queste cose le mette in dubbio e lo fa, apparentemente, proprio da sinistra. Ecco, questa è proprio una cosa triste!

Va bene Castione, ma con i suoi soli 200-230 posti di lavoro non è abbastanza. Ne vogliamo almeno altri 200 in più. Per questo motivo, votiamo Sì all'iniziativa “Giù le mani dalle Officine”!

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