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Piero Marchesi
L'OSPITE
03.05.2019 - 13:000

Giù le mani dalle officine: un’iniziativa disastrosa, pericolosa e comunista

Piero Marchesi, Deputato in Gran Consiglio e Presidente UDC Ticino

Il testo dell’iniziativa “Giù le mani dalle officine” che voteremo il prossimo 19 maggio chiede allo Stato di prendersi a carico la creazione e la gestione di un’officina per la manutenzione dei treni, mantenendo i servizi attuali e creandone dei nuovi, come la ricerca e l’innovazione. Facile da scrivere su un testo d’iniziativa, molto meno da attuare, soprattutto per chi ha una minima idea di conduzione aziendale. Lo Stato - che per definizione non è particolarmente efficiente – secondo il testo d’iniziativa dovrebbe assumersi i deficit d’esercizio e tutti i rischi imprenditoriali legati a un settore di attività che non conosce minimamente, oltretutto con un unico cliente pronto ad acquistarne prodotti e servizi – le FFS appunto – che hanno già comunicato di non sostenere questo progetto. Un progetto folle che sarebbe fallito anche nell’ex Unione sovietica comunista, ma forse è proprio a questo regime che si ispirano gli iniziativisti. Il costo dell’operazione per le casse pubbliche è incalcolabile perché lo Stato dovrebbe espropriare gli attuali fondi di proprietà delle FFS - come sia possibile non essendoci base giuridica ce lo diranno gli iniziativisti - con oneri risarcitori proibitivi a carico dei ticinesi. Inoltre, nella sciagurata ipotesi che la proposta venisse accolta, non verrebbe realizzata prima di 15 anni, nel frattempo le FFS potrebbero tranquillamente decidere di dislocare oltralpe le attuali officine, con la conseguente perdita di posti di lavoro e competenze preziose. Allora sì che il disastro sarebbe compiuto. Anche dopo la recente decisione del Gran consiglio di voler contribuire con 100 milioni di Franchi - oltre ai 20 milioni finanziati dalla Città di Bellinzona - alla creazione di un polo tecnologico – industriale cantonale nel settore del trasporto pubblico implementato e gestito da FFS, il comitato d’iniziativa ha deciso di non ritirare l’iniziativa “Giù le mani dalle officine” risalente oramai al lontano 2008. La posizione del comitato è vergognosamente ideologica, tanto da mettere in dubbio la reale volontà di mantenere e consolidare un importante valore aggiunto della nostra economia. Il comitato “Giù le mani dalle officine” ha avuto tutta la mia simpatia nel 2008 quando, con i molti impiegati delle officine, impedì di fatto la chiusura dello stabilimento. Ora le cose sono molto cambiate e le FFS, grazie anche al sostegno di Cantone e Città di Bellinzona, sono pronte a costruire un moderno stabilimento che garantirà lavoro a molti ticinesi. Il 19 maggio auspico una secca bocciatura così da impedire un progetto folle e ideologico che obbligherà lo Stato a imbarcarsi in una pericolosa impresa, con rischi finanziari a carico di tutti i ticinesi e soprattutto mettendo a rischio i posti di lavoro attuali.

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