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Alessandro Robertini membro Comitato cantonale PS, Bellinzona
L'OSPITE
15.04.2019 - 21:450

Il PS sostenga l'iniziativa "Giù le mani dalle Officine"

Alessandro Robertini, membro Comitato cantonale PS, Bellinzona

Il prossimo 17 aprile il Comitato cantonale del Partito socialista sarà chiamato a prendere posizione sull'iniziativa "Giù le mani dalle Officine" in votazione il prossimo 19 maggio, volta a preservare l'occupazione attuale anche in un eventuale futuro stabilimento, verosimilmente a Castione. Per inciso la medesima sera si svolgerà la serata speciale RSI Modem Evento, quasi si volesse escludere l'opinione socialista da questo dibattito mediatico. Opinione che, fino a prova contraria, potrebbe anche non coincidere con quella del Sindaco Mario Branda e del Consigliere di Stato Manuele Bertoli, che vedono in quest'iniziativa, a nostro avviso a torto, un ostacolo alla realizzazione del progetto da 360 milioni a Castione, al quale Città e Cantone partecipano con un terzo del suo finanziamento rispettivamente con 20 e 100 milioni.

Il progetto Castione

Nel futuro sito si prevedono, in linea con quanto stabilito nella dichiarazione d'intenti firmata da Cantone, Città e Ferrovie federali svizzere (FFS) nel dicembre del 2017, 200-230 posti di lavoro, circa la metà di quelli ora disponibili nel comparto industriale sotto la stazione cittadina, edificato 140 anni or sono sui terreni messi a disposizione dal Patriziato a titolo assolutamente gratuito. Posti in meno che magari, ma è tutto ancora da dimostrare, per effetto dei pensionamenti naturali, dei prepensionamenti (meno naturali) e dell'automatica conclusione di tutti i contratti interinali (da 50 a 100), non porterebbero a licenziamenti ma che mancheranno di certo alle future generazioni.

L'iniziativa

L'iniziativa lanciata nel 2008 in pieno sciopero delle maestranze, che raccolse ben 15'000 firme valide, chiede la costituzione di un polo tecnologico-Industriale coordinato dal Cantone nel settore del trasporto pubblico cui parteciperebbero, oltre alle FFS, il Cantone stesso e, se lo auspicassero, la Confederazione, i Comuni ticinesi e il Canton Grigioni. Quale miglior occasione per colmare il deficit occupazionale previsto? Ci si dirà che l'iniziativa costituisce un ostacolo a Castione. Ne dubitiamo alquanto. Mettiamo sul tavolo120 milioni di fondi pubblici e poi non posiamo influenzare l'iter del progetto? Ma scherziamo? L'iniziativa non può che essere complementare al progetto di nuova officina e permetterebbe di mantenere tutte le attuali attività nonché crearne di nuove. Ci si dirà che tutti gli attuali dipendenti avranno un posto nella nuova officina. Ma chi? Solo chi, e non è scontato per tutti, ha un contratto indeterminato, mentre oltre ai pensionati rimarrebbero a casa tutti gli interinali. Ci si dirà che avremo 230 e oltre posti altamente qualificati, molto più qualificati di oggi. Ma se circa 100 di questi posti sono quelli della manutenzione leggera (pulizia interna e esterna, piccole riparazioni) che oggi avviene nel capannone dietro la stazione in via Pedemonte a Bellinzona-Daro e in parte a Chiasso. Con tutto il rispetto per chi ci lavora non mi si dica che questi sono posti altamente qualificati o perlomeno più qualificati rispetto ad oggi. Ci si dirà infine che il Cantone non ha la competenza necessaria. Ma a cosa servirebbero le istituzioni universitarie come la SUPSI e le fondazioni come AGIRE?

L'iter

Durante l'iter parlamentare il Partito socialista aveva proposto un controprogetto che, con modalità diverse, avrebbe permesso di perseguire i medesimi obbiettivi dell'iniziativa salvaguardandone i contenuti. Esso è purtroppo caduto in Gran Consiglio. Risulta alquanto difficile immaginare di spiegare ai cittadini, e soprattutto alla base del partito, che dopo aver presentato questo controprogetto perseguendo il lodevole fine citato, ora non si sosterrebbe l'iniziativa. Dove sarebbe la coerenza? Arduo da spiegare sarebbe pure l'investimento di 120 milioni di fondi pubblici ticinesi, oltre ai 60 messi a disposizione dalla Confederazione, per un progetto con almeno 200 unità lavorative in meno. Per salvare, e magari anche incrementare, tutti questi posti di lavoro, a favore soprattutto delle future generazioni, invitiamo pertanto il Comitato cantonale del Partito socialista a sostenere l'iniziativa "Giù le mani dalle Officine". Questa è la migliore opzione, e forse anche l'unica, che il Partito socialista ha a disposizione per non perdere credibilità, e dar seguito a quanto si aspettano i lavoratori, la base del partito, ma anche quella frangia esterna della sinistra, con cui si vorrebbe tanto collaborare e che alle recenti elezioni ha generosamente aiutato il partito, non solo con voti preferenziali ma anche con migliaia di schede di partito, a mantenere il seggio in Governo.

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