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L'OSPITE
05.04.2019 - 23:000

Il personale sanitario va tutelato

Ricardo Pereira Mestre, Medico oncologo, candidato PLR al Gran Consiglio

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Stare bene per curare meglio è requisito fondamentale per il personale che lavora in ambito sanitario. Il sorriso, l’attenzione al paziente e alle sue preoccupazioni, la disponibilità di tempo a letto del malato o con i suoi famigliari dipendono in modo molto stretto dalle condizioni di lavoro in cui l’operatore si trova a lavorare e di conseguenza queste portano a maggior soddisfazione personale.

Oggi però, sempre di più, il personale sanitario è sottoposto ad elevati livelli di stress, turni provanti sia fisicamente che mentalmente e le garanzie sul futuro non sempre sono garantite. Mancano in alcuni casi contratti collettivi di lavoro, vi sono trattamenti di disparità, forti pressioni sulle prestazioni e una costante insistenza per fare (e fatturare) di più in meno tempo. Un aspetto oggi non trascurabile è l’aumento della burocrazia ad ogni livello, rubando di fatto il tempo per la cura del paziente.

Il DSS e la politica in generale possono e devono intervenire in modo più incisivo al fine di migliorare almeno le condizioni di lavoro all’interno degli istituti sanitari finanziati con soldi pubblici. Pensiamo ai servizi di aiuto domiciliare, alle case per anziani o agli ospedali i cui ritmi e condizioni di lavoro sono estremamente diversi ma in tutte queste la qualità del servizio offerto non si può misurare sul bilancio economico di fine anno né sui criteri qualitativi o progetti imposti dal Dipartimento, spesso caratterizzati da un aumento del lavoro burocratico e dalla diminuzione del tempo con il paziente.

Viviamo un momento in cui i principali sforzi si orientano verso un contenimento della spesa e una pressione al risparmio (e al profitto in particolare) e non dobbiamo dimenticare che il risparmio attuato sulla pelle delle persone è poco etico e dovrebbe orientarsi piuttosto ad una ottimizzazione dei processi di cura piuttosto che la riduzione del personale senza criterio o l’aumento delle prestazioni non necessarie solo perché “rendono di più”.

Non possiamo non ignorare i dati che indicano la professione sanitaria come uno dei campi con maggior offerta di posti di lavoro ma anche con il maggior tasso di malattie professione-correlate.

L’iniziativa per cure infermieristiche forti e il rafforzamento della medicina di famiglia sono esempi di fondamentali iniziative ma ricordo che esiste già una adeguata base legale per promuoverle anche a livello Cantonale. In questo senso però il Ticino è rimasto indietro e a mio avviso la presenza di personale sanitario con esperienza in “corsia” è un passo fondamentale per creare la giusta sensibilità al problema. Invito dunque il personale sanitario, i pazienti e i loro famigliari, a votare i candidati al Gran consiglio, indipendentemente dall’orientamento politico, che hanno esperienza in questo campo. Solo con un’unione trasversale interpartitica si potranno cambiare le cose e da qui si giustifica il mio impegno come medico in politica.

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Ultimo aggiornamento: 2019-05-23 01:27:40 | 91.208.130.87