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L'OSPITE
26.03.2019 - 22:560

5G a ogni costo?

Fabrizio Tarolli, candidato al Gran Consiglio - I Verdi del Ticino

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Chi in questi giorni passeggiando alza gli occhi dal proprio cellulare nota due cose: I manifesti per le eminenti elezioni e i manifesti per la diffusione dei 5G.

Mentre per la prima, il tema e ampiamente dibattuto, il secondo è praticamente completamente assente dalla discussione pubblica e questo nonostante migliaia di studi attendibili documentino gli effetti nocivi sulla salute.

La tecnologia 5G non è semplicemente un’ulteriore sviluppo della tecnologia, ma una nuova tecnologia. Essa infatti è profondamente diversa per infrastruttura tecnologica e per l’implementazione prevista dalle precedenti. La tecnologia 5G dovrebbe permettere il collegamento ultraveloce a internet e connessioni tra gli oggetti di uso comune. Per intenderci l’”internet delle cose”, che permetterà per esempio alle automobili di guidarsi autonomamente. Questo implica che il segnale 5G sarà forte e onnipresente, visto che - per riprendere l’esempio descritto sopra - non può essere possibile che un'automobile in movimento non abbia informazioni su dove andare. Il proliferare di antenne, inoltre, esporrà tutti in continuazione a intensità e frequenze finora inesplorate. Degli effetti che questa continua esposizione avrà sulla nostra salute (tumori e aumento di persone elettrosensibili) se ne parla poco o niente, mentre secondo vari studi i picchi si avranno a distanza di decenni.

Sul sito del nostro cantone trovo solo una mozione che non si sofferma criticamente su questa tecnologia ma e più preoccupata che il cantone possa perdere il treno, cioè prevalgono i timori di non essere al passo coi tempi, mentre a livello federale persiste ancora – per fortuna – una certa reticenza all'innalzamento dei limiti d'esposizione chiesti a gran voce dagli operatori della telefonia per poter far funzionare il 5G. Ma fino a quando si riuscirà a tener testa alle pressioni degli operatori?

Non sono contro uno sviluppo che - in una certa misura - sarà inevitabile, però sono convinto che bisogna riflettere seriamente sui rischi di un'esposizione della cittadinanza a livelli finora mai raggiunti e questo anche a costo di frenare o ritardare lo sviluppo tecnologico.

Dovremmo innanzitutto preoccuparci ti proteggere le fasce più deboli, cioè i bambini favorendo l’utilizzo di attrezzature cablate al posto d'istallazioni Wi-fi. Quindi ben venga la digitalizzazione nelle scuole, ma con cognizione di causa, applicando il principio di precauzione e prevenzione, perché oggi sappiamo che le onde elettromagnetiche sono dannose.

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