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L'OSPITE
07.03.2019 - 22:000

Apertura a Nord, un progetto condiviso, un’opportunità da cogliere

Andrea Sartori, membro PLR di Vallemaggia

La convinta adesione del distretto PLR di Leventina (pubblicata su La Regione del 7.3.2019) all'idea di un'apertura a Nord per la Vallemaggia, è un segnale molto positivo, oltre che di vicinanza tra le due comunità anche di matura consapevolezza. Segno che la questione ha ormai raggiunto una dimensione intervallerana, e quindi cantonale. Una recente anticipazione era peraltro già stata data  dall'imprenditore “alpino” Giovanni Frapolli, la scorsa settimana.

Il distretto PLR di Vallemaggia aveva però già focalizzato, in tempi non sospetti, la propria attenzione sull'apertura a Nord della Valle con un comunicato stampa del 13 luglio 2018, a seguito di una relazione sull'attività dell'Antenna Vallemaggia da parte del suo presidente, Giacomo Garzoli, tra i promotori di una rivisitazione in chiave futuristica di questo progetto nell'ambito del Masterplan dell'Alta Vallemaggia, quindi inserita in un contesto più ampio. Nell’occasione la direttiva PLR dichiarava di“intravvedere opportunità in questa rivisitazione del progetto (il collegamento Lavizzara-Alta Vallemaggia) da cui deve nascere una concreta prospettiva turistico-economica che trasformi la Media-Alta Vallemaggia in destinazione turistica e non in corridoio di transito nazionale, attraverso un dimensionamento adeguato dell’opera (…)”

Numerosi sono peraltro i progetti realizzati e seguiti dall'Antenna in questi anni, sia di carattere strettamente paesaggistico che turistico, a tutela e valorizzazione del nostro territorio. E numerosi ne rimangono da concretizzare. L'apertura a Nord deve fare immediato richiamo alle tre Valli superiori della Vallemaggia: la Rovana, la Bavona e la Lavizzara, verso cui verrà facilitata la fruibilità, mettendo in valore un comprensorio di straordinaria bellezza. L'incantevole nucleo di Fusio, Peccia con la sua valle laterale e il Centro internazionale di scultura, Brontallo, con i suoi rustici meravigliosi, la Valle Bavona, che non ha bisogno di alcun aggettivo per essere descritta, Linescio e i suoi terrazzamenti, la Valle di Campo e la sua innovativa impronta wellness-gastronomica, Bosco Gurin con i suoi impianti turistici, e l'unicità della sua cultura Walser. Si tratta soltanto di alcuni esempi della vasta offerta territoriale, con tutti gli itinerari che ne diramano, raggiungibile dalla Leventina e dal principale asse autostradale Nord-Sud dell'Europa.

L'idea attuale, incentrata su di un traffico sostenibile, limitato dal tracciato stesso che rimane una strada di montagna, e che non costituisce un'alternativa al raggiungimento del Locarnese mediante la tradizionale via per Bellinzona, è mirata a creare una fruibilità equilibrata e non di passaggio, in grado di ingenerare indotto sul territorio, offrendo anche alla Leventina un allargamento dell'offerta territoriale per i propri ospiti. Attorno a questo concetto di apertura potranno svilupparsi tutta una serie di nuove iniziative legate alla mobilità semilenta che la barriera montagnosa ha sinora impedito, a tutto vantaggio delle strutture ricettive dell'Alto Ticino, e della vitalità, bellezza e ricchezza culturale delle nostre terre.

 

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