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L'OSPITE
31.01.2019 - 11:300

Iniziativa popolare del 10 febbraio, si o no?

Giovanni Pedrozzi, Ing. Geotecnico ETH

Correva l’anno 2004 e come giovane ingegnere fresco di una pubblicazione scientifica sui pericoli naturali e i cambiamenti climatici nel Canton Ticino, mi candidai per il Consiglio Comunale a Lugano. Il mio motto era «Per uno sviluppo sostenibile della Nuova Lugano», ma pochi ne comprendevano il significato. Adesso è sulla bocca di tutti.

Secondo la definizione delle Nazioni Unite, per sviluppo sostenibile si intende «il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri». Concretamente vuol dire proteggere l’ambiente, sviluppare una economia consapevole e una società solidale, in modo che i nostri figli abbiano un pianeta come noi lo abbiamo trovato. Grazie alla ex consigliera federale Doris Leuthard si è imboccata la strada giusta, in particolare con la revisione della legge sulla pianificazione del territorio del 2013. Già adesso le zone edificabili devono essere ridotte, in visione del fabbisogno per i prossimi 15 anni e da parte degli uffici federali l’applicazione è molto severa. Infatti dal 2012 la superficie totale delle zone edificabili non è più aumentata.

L’iniziativa che il 10 febbraio andremo a votare ha nobili obiettivi che condivido pienamente, ma è troppo ristettiva, provocando degli effetti collaterali troppo importanti. Il concetto del sviluppo sostenibile non è rispettato.

Non risolve il problema del finanziamento dei dezonamenti, prevede allo stesso tempo il blocco a tempo inderminato delle zone edificabili e limita la densificazione delle città (permeterebbe edifici con dimensioni ridotte e solo moderate sopraelevazioni). Vuol dire che a lungo termine (so di essere provocatorio), la popolazione in Svizzera non potrà più aumentare? Personalmente sono assolutamente favorevole alla limitazione delle zone edificabili, ma in modo flessibile e permettendo una sovraelevazione degli edifici a seconda dei bisogni: a Zurigo non vedo problemi nel costruire dei grattacieli. Inoltre esistono delle nuove tecnologie come il verde verticale. Anche l’Unione Svizzera dei Contadini e l’Unione Contadini Ticinesi sono contratri perché impedirebbe qualsiasi nuova attività agricola.

In futuro la mobilità in automobile si modificherà in modo radicale e stravolgerà l’attuale pianificazione del terrorio. Oggigiorno le automobili rimangono parcheggiate per il 96% del tempo: un enorme spreco. Viene ipotizzato che in futuro i privati non possiederanno più una propria automobile; le automobili saranno autonome e sempre in movimento e gli utenti dovranno riservarle con una app; si farà lo spostamento, e poi l’automobile ripartirà per servire un altro utente. A livello pianificatorio si potranno eliminare molti parcheggi con un guadagno di grandi superfici.

Sono convinto che la consigliera federale Simonetta Sommaruga dirigerà il DATEC sulla stessa attuale linea. Pertanto il 10 febbraio 2019 darò fiducia al consiglio federale e voterò NO.

 



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