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28.01.2019 - 07:000
Aggiornamento : 08:28

Bixio Caprara, do you remember?

Filippo Zanetti, Membro di Direzione del PS Lugano e Candidato al Gran Consiglio per il PS e Gaia Ronchetti, Candidata al Gran Consiglio per il PS

È normale che in campagna elettorale gli organi di stampa di partito attacchino a destra e a manca. Dunque, non c’è da sorprendersi se l’organo ufficiale dei liberali se ne esce con qualche attacco squisitamente elettorale contro i socialisti. Però, è anche vero che quando uno la fa fuori dal vaso di fatto meriti un’adeguata risposta.

L’articoletto pubblicato nella rubrica “ipsedixit” di Opinione Liberale ha già avuto importanti ed autorevoli risposte da sinistra, prima fra tutte, quella del presidente del PS Ticino Igor Righini e quella del granconsigliere Henrik Bang. Però, qualche domanda al presidente del PLR Ticino Bixio Caprara, che nella sua veste è anche responsabile politico della linea editoriale di Opinione Liberale, la vorremmo porre.

È comprensibile che il PLR voglia sottrarre il seggio in Governo al PS Ticino, in un momento in cui quest’ultimo, si trova in una situazione di oggettiva debolezza elettorale. È altrettanto comprensibile che il PLR negli ultimi anni, pensando di rimontare la sconfitta elettorale del 2011, abbia sposato uno stile un po’ populista e provocatorio modello “via Monte Boglia”. Ma il PLR è composto anche da persone con un buon background culturale a cui sembra che Bixio Caprara non si appoggi sufficientemente.

Altrimenti Caprara saprebbe molto bene che i socialisti (e tutta la sinistra) hanno dato un importante contributo alla crescita e allo sviluppo di questo Cantone. Il contributo che hanno dato a livello scientifico, per migliorare la qualità della sanità in questo Cantone, personalità come Franco Cavalli e Giorgio Noseda, ce lo riconoscerà anche il signor Caprara, è indiscutibile. Il ruolo che hanno avuto con il loro lavoro importanti economisti come Martino Rossi e Christian Marazzi è altrettanto indiscutibile. E l’elenco potrebbe essere molto più articolato e completo. Dunque, i socialisti non solo hanno contribuito alla crescita di questo Cantone solo creando posti di lavoro, ma anche offrendo al Ticino analisi e strategie che ne hanno permesso lo sviluppo socioeconomico. Senza dimenticarsi che l’Istituto Oncologico della Svizzera Italiana (IOSI) e l’Istituto di ricerca in biomedicine (IRB) sono dei “gioiellini” a cui anche i socialisti hanno dato un contributo fondamentale.

Ma non esuliamo dall’attacco fatto ai socialisti dal settimanale di Bixio Caprara, ossia “…avete già visto un socialista creare un posto di lavoro?”. Beh, forse Caprara è miope, ma potrebbe chiedere al suo collega di partito Stefano Modenini, direttore dell’Associazione Industrie Ticinesi (AITI), se conosce come opera, quale imprenditore del settore chimico-farmaceutico, Luca Bolzani: Bixio Caprara sembra essersi dimenticato che è stato vicepresidente cantonale del Partito Socialista. Dovrebbe sapere, da buon Presidente del PLR, il partito dell’economia, che nel settore agro-industriale le due aziende più importanti del Cantone sono probabilmente la Rapelli e la Chicco d’Oro. Quest’ultima, chi l’ha fondata e fatta crescere fino a diventare una società appetibile per una multinazionale come Nestlé? Anche in questo caso l’elenco potrebbe essere più lungo.

Caprara pensa che sia il caso di calar lezioni (al PS Ticino e a tutta la sinistra) sulla presunta incapacità dei socialisti di non essere capaci di creare posti di lavoro? È vero, il PS Ticino negli ultimi anni non è stato bravo quanto il PLR a creare posti di lavoro come quelli dei “valley manager”, come non è stato bravo a creare società come la “Pramac”. È altresì vero che il PS non ha mai annoverato fra le sue file “grandissimi manager” come Bruggisser (ex COO della compagnia di bandiera Swissair, e sappiamo com’è andata a finire), o Marcel Ospel (ex timonire di UBS, che la portò alla necessità di essere salvata dalla Confederazione). Per lo meno i socialisti non distruggono posti di lavoro. E dalle file dei socialisti non proveniva nemmeno la Consigliera agli Stati Vreni Spoerry che per hobby amava collezionare presenze nei CdA.

Dunque, non è propriamente vero come viene scritto in “ipsedixit” che i socialisti sono bravi solo “a rivendicare a oltranza ma il posto di lavoro di solito lo hanno creato gli altri, i soliti liberali…”. Il PS Ticino è stato negli anni ’90 e nei primi anni 2000 il principale argine alle politiche neoliberiste che alcuni esponenti liberali, anche nel nostro territorio, propagandavano come fosse Vangelo. Il PS Ticino è stato il principale avversario a chi voleva fare “l’assalto alla diligenza”. Il PS Ticino è stato il difensore (assieme a importanti esponenti radicali) del mantenimento sotto controllo pubblico di importanti “gioielli di famiglia” come l’Azienda Elettrica Ticinese (AET) e BancaStato, quando c’era chi vaneggiava di privatizzare tutto.

Per questo è importante che il 7 aprile il PS Ticino mantenga il seggio in Governo e mantenga un’adeguata presenza in Parlamento. Interessante che l’ex Consigliere di Stato ed ex Senatore Dick Marty l’abbia capito, mentre l’autore di “ipsedixit” no. 

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Ultimo aggiornamento: 2020-05-30 19:52:29 | 91.208.130.86