OSPITE
26.01.2019 - 16:300

Stop alla bulimia di territorio

Marco Noi, Consigliere comunale a Bellinzona e candidato al Consiglio di Stato per i Verdi del Ticino

In questo mese, fino al 10 febbraio, potremo esprimerci sull’iniziativa federale contro la dispersione degli insediamenti. L’iniziativa è stata promossa dai Giovani Verdi Svizzeri e sostenuta da altre associazioni giovanili, oltre che da associazioni vicine alla natura e partiti di sinistra.

Innanzitutto fa molto piacere che proprio i giovani siano riusciti a dare l’input alla raccolta di 113’000 firme per salvaguardare un patrimonio vitale come il territorio. L’obiettivo dell’iniziativa è di garantire a livello costituzionale la protezione del territorio attualmente non edificabile, affinché possa essere mantenuto esclusivamente per scopi agricoli e per scopi ecosistemici (drenaggio e filtraggio dell’acqua, stoccaggio del CO2, mantenimento del microclima, …). Con tale iniziativa non sarà pertanto più possibile azonare (rendere edificabile) territorio vergine, senza che da qualche parte venga dezonato, togliendo l’edificabilità, un equivalente superficie di terreno.

Chi avversa l’iniziativa, afferma che essa sarebbe troppo rigida e non terrebbe conto dei bisogni della popolazione e dell’economia, ostacolando un ragionevole sviluppo del nostro Paese. Qui sta proprio il punto centrale della questione. I contrari partono dal presupposto che l’economia debba avere il primato assoluto e che l’ambiente debba continuare a farle sconti, cedendo ulteriore territorio. Il “ragionevole sviluppo” prevede infatti che nuovo territorio venga nel tempo azonato, lasciando ben capire, che l’economia continuerà a sottrarre terreno alle future generazioni.

Tutti gli attuali indicatori dicono perdipiù che noi Svizzeri siamo ben oltre il limite della sostenibilità, consumando per i nostri fabbisogni almeno tre volte la superficie della Svizzera. Questo ce lo dicono gli stessi servizi dell’amministrazione federale. Eppure, proprio il Consiglio federale afferma che sarà necessario azonare ulteriore terreno per lo sviluppo dell’economia, aumentando ulteriormente i nostri debiti ambientali.

Se qualcuno non l’avesse ancora capito, non possiamo più fare sconti all’economia. Dobbiamo invece tenerla in mano con determinazione e regolarla in modo che possa ridurre il proprio impatto ambientale in termini di erosione del territorio, di erosione delle risorse e di emissioni di inquinanti. Oggigiorno, da ogni parte si parla di efficienza dell’economia, ovvero fare le stesse cose con meno risorse. I contrari a questa iniziativa, in barba ad ogni criterio di efficienza e di precauzione, vogliono invece dare all’economia ulteriori risorse di territorio per potersi sviluppare, avendo ancora il coraggio di chiamarlo “ragionevole sviluppo”. Di ragionevole qui non c’è proprio niente. Viene descritta un’economia affetta da bulimia, un vero e proprio pozzo senza fondo. Diamo un segnale forte e coraggioso.

Un “Si” deciso all’iniziativa contro la dispersione degli insediamenti.

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