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L'OSPITE
17.01.2019 - 10:590

Lancia il sasso, nascondi il braccio

Carlo Bizzozero, vice presidente di ABAD a nome del Comitato e della Direzione

Francamente ignoriamo le ragioni che stanno alla base dell’accanimento del MPS nei confronti della nostra Associazione. In riferimento alle tre precedenti interrogazioni, constatiamo semplicemente che, chiamato a pronunciarsi sulla possibile revoca dell'immunità parlamentare al deputato M. Pronzini, l’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio nel suo rapporto al Parlamento del 9 gennaio 2019 segnala come“… il Governo non ha evidenziato alcun elemento che corrobori le accuse mosse dal deputato Pronzini nei confronti dell’interessato.”.

Nuovo fango è stato ora gettato con la sua ultima interrogazione, in particolare quando adombra il sospetto che ABAD abbia gonfiato le fatture inviate alle casse malati. Invitiamo una volta per tutte l'On. Pronzini a presentare le prove, chiedendo l’intervento degli organi giudiziari competenti, in modo che si possa fugare qualsiasi dubbio nel rispetto delle nostre leggi e delle nostre istituzioni.

D’altro canto le nuove illazioni provengono da una fonte, la cui credibilità e correttezza sono già state chiaramente smentite anche dalla Corte dei reclami penali del tribunale d’appello (vedi sentenza no. 60.2018.249 a pag. 8 e 9 del 15.11.2018, pubblicata su www.abad.ch).

Ricordiamo nuovamente che l'On. Pronzini e/o altri membri dell’MPS non hanno mai chiesto o voluto incontrare, forse per non doversi confrontare con la realtà delle cose, nessun membro di Comitato o della Direzione della nostra Associazione, prima di diffondere informazioni false e calunniose. Si trattava perlomeno di un atto dovuto e fondamentale per chi crede e vuole vivere in uno stato di diritto e non vuole che si ritorni a realtà che si ritenevano superate.

Consapevoli che nessuno è perfetto e avendo già dato la disponibilità ai nostri partner sindacali (lo avevamo fatto ben prima degli interventi di Pronzini) di affrontare in modo onesto, aperto e costruttivo le questioni che possono creare insoddisfazione al nostro personale o le dinamiche insite in un sistema in costante evoluzione, attendiamo nuovamente in modo sereno la risposta del Consiglio di Stato all’ultimo atto parlamentare. Confidiamo nel contempo che il signor Pronzini abbia il coraggio e l’onestà intellettuale e morale di presentarsi davanti al Procuratore pubblico per rispondere come ogni cittadino delle proprie azioni.

Se è sicuro (come continua a sostenere) delle sue ragioni, non ha nulla da temere. Si tratterebbe finalmente di un atto di coerenza e correttezza, non solo perché lui e il suo movimento si erano detti contenti di essere stati convocati dai magistrati “… essa sarà l’occasione per far emergere la situazione all’interno dell’ABAD.”, ma anche perché proprio l'On. Pronzini si era battuto a suo tempo affinché i deputati non beneficiassero più dell’immunità parlamentare (vedi mozione del 2017 dell'On. Matteo Quadranti).

Vogliamo infine rassicurare i nostri utenti, i nostri partner e i nostri collaboratori, non solo quelli dirigenti, la cui credibilità viene purtroppo costantemente messa in dubbio da accuse, neppure tanto velate di malversazione, che abbiamo sempre operato e continueremo ad agire con correttezza, nel rispetto delle leggi e dell'etica professionale. Ai nostri dipendenti garantiremo anche in futuro condizioni di impiego corrette e all’avanguardia (per es. ogni anno versiamo ca. 25'000 franchi in assegni famigliari, aboliti da anni in quasi tutto il Cantone, salari al di sopra della media di settore, …), chiedendo nel contempo un minimo di flessibilità in un settore molto particolare e in rapido e continuo cambiamento. Gli avanzi di esercizio realizzati in passato, utilizzati costantemente nell'interesse di utenza ed ente pubblico, sono il risultato di un impiego oculato delle risorse delle cittadine e dei cittadini di questo Cantone. Riteniamo doveroso ricordare che i medesimi sono sempre stati resi pubblici e sistematicamente approvati sia dai delegati della nostra Associazione nel corso delle Assemblee, sia dagli organi di controllo cantonali competenti.

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