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L'OSPITE
07.12.2018 - 16:250

1938 – 2018: che cosa è cambiato?

Francesco Rinaldi, docente di Lugano

Recentemente il nostro Cantone ha avuto modo di ospitare Liliana Segre, Senatrice a vita in Italia, sopravvissuta alla Shoah, che ci ha raccontato la sua drammatica esperienza tra cui il tentativo di mettersi in salvo dai rastrellamenti nazifascisti nel nostro Cantone. Le sue parole ora ci fanno rabbrividire, portando alla nostra memoria alcune fra le pagine più oscure della nostra storia. Storia che fino a pochi anni fa davamo scontato che non si sarebbe più ripetuta. Eppure, il comportamento intransigente dell’ufficiale delle guardie di confine di Arzo, che allora negò l’accesso al suolo svizzero dell’allora bambina Liliana e di suo padre, condannandoli alla deportazione nel lager nazisti, lo riconosciamo oggi nei atteggiamenti miopi e burocrati di molti apparati statali fra cui anche il nostro.

L’automatica condanna del comportamento burocrate a scapito dell’umana solidarietà oggi non è più unanime. Il veleno dell’intolleranza e dei meschini egoismi viene diluito con dolci parole e tentativi di distinguo, ma il senso e i fatti non possono essere nascosti.

È un dato di fatto, che oggi il mondo sta vivendo uno dei suoi momenti di crisi più gravi. Se non per le guerre, milioni di persone scappano dalle crisi climatiche e ambientali che rendono invivibili fette sempre più grande del nostro pianete.

Da una parte molte persone trovano rassicurante di poter scaricare la propria coscienza facendola tacere sotto una coltre di ipocrisia legalistica, affermando che la legge debba essere sempre e comunque rispettata qualunque essa sia. Nella loro volontà di non affrontare le proprie responsabilità condivise alla base della drammatica situazione che ci troviamo a vivere, molti scaricano la palla nelle mani delle autorità o di partiti senza scrupoli, ben disposti a non fare preoccupare i cittadini e a svolgere i compiti più imprecabili con naturale freddezza.

Così è stato per il Sindaco del Comune Riace Mimmo Lucano, colpevole secondo le autorità italiane, di non aver rispettato al cento per cento tutti i legalistici cavilli posti dalle leggi e regolamenti, nella sua grande opera di accoglienza e integrazione di centinaia di rifugiati. Come sempre, quando il vento dell’autoritarismo soffia forte, e i più fanno tacere le proprie coscienze, alcune persone si oppongono rifiutandosi di tacere di fronte alle proprie responsabilità di esseri umani.

Un grazie al nostro Consigliere di Stato Manuele Bertoli per le scuse del Ticino e un invito a Berna per un passo ufficiale.

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