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L'OSPITE
19.11.2018 - 08:080

Pochi giorni per giocarci 727 anni di storia

Tiziano Galeazzi, deputato UDC in Gran Consiglio

727 anni di storia a rischio in una votazione federale di domenica prossima.

In ballo vi è molto di più che la sola relazione tra la Costituzione federale e il diritto internazionale. In gioco vi è il valore della nostra democrazia diretta di oggi e la storia di questo popolo dall’agosto del 1291.

I contrari all'iniziativa sull'autodeterminazione strumentalizzano i diritti umani e gli accordi internazionali, facendo leva su un fantasioso disastro socioeconomico che non si avvererà mai. Non avverrà mai in quanto basti ricordare la credibilità di molte di queste persone contrarie. Si tratta delle stesse che si sono sempre esposte in prima fila a favore di un'entrata della Svizzera nell'Unione Europea e a un’immigrazione incontrollata nel nostro Paese.

Oggi, coscienti di non riuscire più a convincere il Popolo svizzero al suicidio con un adesione alla claudicante UE, utilizzano la tattica del salame. Fetta dopo fetta ci infarciscono di diritto internazionale, in modo di farci divenire euro-compatibili senza che il cittadino se ne accorga e che l’abbia coscientemente deciso.

Se l'accordo quadro venisse ratificato poi, alla Svizzera sarebbero imposti legami e obblighi comunitari tali da tenerci al guinzaglio come uno dei ventotto paesi membri. A breve ventisette!

Un esempio attuale della famosa “fetta di salame” corrisponde alla legge sulle armi. Un’ingerenza forzata imposta dai burocrati di Bruxelles che speriamo venga spazzata via dal referendum in atto. Un altro oggetto posto in votazione unitamente all'autodeterminazione, riguarda  la modifica di legge per la sorveglianza degli assicurati, che mira a definire nuove norme per verificare chi ha realmente diritto alle prestazioni. Nessuno lo evidenzia ma la lunga mano estera (da Strasburgo) centro e non poco.

Siamo di fronte ad una “battaglia” concreta di chi vorrebbe la Svizzera nell’UE e rispettivamente chi preferisce una Svizzera indipendente e sovrana, come l’UDC. Accordo dopo accordo, anche mascherati, viene sostituito il diritto svizzero con quello europeo. Avanti di questo passo, arriverà un giorno che non vi saranno più differenze tra noi e un paese comunitario.

Saremo così praticamente “blustellati” senza volontà popolare. Come l’Italia in questo periodo, ci troveremo minacciati se proporremo un bilancio federale fuori dai parametri imposti. Che ne sarà della democrazia diretta? La sovranità del popolo? Diverrà un ricordo da relegare ai libri di storia.

Ci verrebbe concessa unicamente la facoltà di referendum, ma solo consultativo ovviamente, nulla che possa nuocere al volere dei pochi dirigenti che comandano il club dai salotti di Bruxelles. Prepariamoci ad avere di fianco alla bandiera svizzera anche quella europea in tutte le sedi istituzionali e sull'arco dell'intero anno, targhe dell’auto comprese, senza più croce svizzera, bandiera cantonale e l'adesivo CH ben in vista sul retro dell’auto.

Prepariamoci a percepire salari più bassi di oggi, che sono già crollati con la disgraziata libera circolazione.

Prepariamoci ad avere giudici stranieri che entrano ed escono dai nostri tribunali. Prepariamoci a perdere la neutralità storica della Svizzera e cosi le tradizioni.

Saremo sollecitati ad adottare l'euro e ad abolire un giorno anche il franco svizzero. Prepariamoci a cambiare il colore del nostro passaporto rosso nel colore viola vino, con la scritta, “Unione Europea”.

Mi chiedo, vogliamo davvero tutto ciò servito fetta dopo fetta? Mi auguro proprio di no, mi auguro che si possa difendere strenuamente questo Paese da chi ci vuole portare alla corte dei burocrati di Bruxelles.

Ecco perché ho votato SI convinto all'iniziativa sull'autodeterminazione.

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Ultimo aggiornamento: 2018-12-17 06:56:00 | 91.208.130.87