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L'OSPITE
20.08.2018 - 17:380

Persone anziane: quando estate fa rima con “isolate”

Rosanna Camponovo, Consigliere comunale PS Locarno

L’estate, come Natale è un periodo dove la solitudine diventa palpabile.

Per molte persone anziane, il periodo estivo è sinonimo di isolamento: esse hanno l’impressione di essere abbandonate da tutti. Una situazione alla quale solo i comuni dotati di una certa sensibilità, di una rete funzionante di servizi alla persona e alcune associazioni umanitarie, rimediano con un certo successo.

«Attorno a me, non c’è più nessuno» dice Franco, di 75 anni. Come lui numerose persone soffrono l’abbandono di più in estate quando i vicini, i volontari, gli aiuti domiciliari o i famigliari si assentano per le meritate vacanze.

Fino all’anno scorso Franco condivideva il suo quotidiano con la moglie Cristina. «Ci mettevamo in giardino. Passavamo così un’estate tranquilla, noi due» racconta desolato. Cristina non cammina più, comunica con difficoltà, vive ormai nella casa di riposo, da qualche tempo. Il loro unico figlio vive dall’altra parte della città. Qualche volta viene a rendergli visita.

La solitudine è dura da sopportare e Franco ha accettato con piacere quest’estate, per la prima volta, la visita settimanale di Maria. Essa fa parte di un gruppo di studenti che in estate si preoccupano delle persone sole, che non manchino di nulla e soprattutto per chiacchierare con loro. «Parliamo di tutto e di nulla» dice Franco sorridendo.

«Avevo paura di non trovare soggetti di conversazione, invece parliamo di cinema, di letteratura, di viaggi. Le persone adorano questi momenti di scambio» spiega convinta Maria, di 22 anni.

Importante è soprattutto reperire le fragilità nell’anziano solo, portargli calore, rispondere al suo bisogno di contatto e questo possibilmente durante tutto l’anno. Chiaramente come già menzionato sopra, la stagione estiva rimane sempre quella più a rischio. Anche se oggi siamo tutti meglio informati e non dovrebbe quindi più ripetersi la situazione disastrosa venutasi a creare nel 2003 a causa della canicola, sarebbe opportuno stare sempre più vigili nei mesi di luglio e agosto.

Non vorrei tuttavia, ingiustamente puntare il dito contro nessuno e men che meno contro i figli adulti di questi seniori che hanno tutto il diritto di andare in vacanza. Queste situazioni “di abbandonati, il tempo di un’estate” sono piuttosto marginali. Sembrerebbero essere più frequenti quelle “di abbandonati tutto l’anno”, con famiglie in disaccordo tra loro, che non si parlano, oppure di anziani con figli già in età o addirittura deceduti.

Ricordiamoci che una grande parte della solidarietà verso i più anziani è basata oggi, oltre che sui famigliari, soprattutto sull’aiuto di operatori/trici remunerati e di volontari, anche se questi ultimi, a detta delle associazioni, non sono sempre facili da reclutare e quindi sono in numero inferiore a quello necessario. Allo stesso tempo il loro lavoro è ancora spesso troppo poco conosciuto, riconosciuto e valorizzato nella nostra società.

Concludo infine dicendo che meno indifferenza ed individualismo eviterebbero parte della “morte sociale “ dei nostri anziani e darebbe loro maggiore spazio alla relazione amicale, familiare, di vicinato!

 

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