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L'OSPITE
30.07.2018 - 16:000

Il caldo offusca la mente di qualche alto funzionario dello Stato?

Giancarlo Jorio, ingegnere, ex municipale di Giubiasco

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Il Consiglio direttivo dell’ente autonomo AMB non è ancora attivato.

Il Consiglio di Stato ha deciso di archiviare un’istanza d’intervento, inoltrata sussidiariamente a un ricorso ordinario, per evitare “una diversificazione poco trasparente” nel merito della nomina dei membri del Consiglio direttivo dell’ente azienda multiservizi, verosimilmente architettata dalle solite menti eccelse di Bellinzona.

Il contesto è quello della decisione del Consiglio comunale del 18 dicembre 2017 concernente la nomina dei membri nel consiglio direttivo dell’ente autonomo AMB (CD AMB). Si sa, la decisione è sub giudice perché è stato accertato che il Consiglio comunale, il 18 dicembre 2017, non era legittimato a deliberare le nomine di sua competenza: lo statuto AMB a quel tempo non era ancora stato ratificato dal Consiglio di Stato e nessuno stato di necessità giustificava l’arbitrio, verosimilmente intenzionale, portato a buon fine in quella sede.

Il Consiglio di Stato, autorità di primo grado, ha deciso una faccenda ingarbugliata assai in modo del tutto inaccettabile.

Pertanto, in altra sede, si dovrà statuire su una decisione che pretenderebbe di arrogare a se la competenza di sanare la decisione viziata del Consiglio comunale. Parimenti, la designazione del presidente del Consiglio direttivo dell’ente AMB, contestata sulla scorta di fondati motivi, dovrà essere risolta tenendo conto dei principi sanciti dal diritto superiore per quanto attiene idoneità ed esclusione, a prescindere dalla definizione di principio decisa con l’approvazione dello statuto AMB.

In altre parole, ammesso che lo statuto prevede (in CC la problematica dell’inidoneità non è nemmeno stata sfiorata), che il capo dicastero delle aziende industriali (designato dal Municipio), diventi il presidente CD AMB, la designazione di competenza del Municipio non va considerata un automatismo, bensì oggetto di profonda ponderazione.

Chi nella precedente carica istituzionale ha sfasciato il diritto e ha anche deciso la costruzione dell’inutile acquedotto di valle Morobbia sperperando per un doppione 21 milioni di franchi, non può essere ritenuta la persona adatta (idonea) per dirigere il CD AMB, che proprio si occupa anche di queste problematiche.

Si presume che il Consiglio di Stato, prima di decidere di archiviare, l’istanza (un iter sussidiario), abbia avuto sufficienti mezzi per accertare che la decisione del CdS non fosse diventata definitiva. In altri termini, si spera che quell’alto funzionario abbia 5 dita per mano, per “calcolare” i 30 giorni concessi quale termine per interporre un ricorso, che sia dotato di mezzi per tracciare un invio postale, e infine, che sia in grado di chiedere semplicemente alla cancelleria del Tribunale amministrativo se in quella sede sia stato registrato un ricorso, almeno prima di proporre decisioni firmate dal presidente del Consiglio di Stato.

È quanto il cittadino si aspetta da alti funzionari statali con le competenze d’istruire le pratiche e con le competenze di autorità di vigilanza sui comuni.

È impensabile che in quegli ambiti si possa tifare, ancorché il capo dicastero delle aziende industriali, in pectore sia già infatuato del ruolo di presidente del consiglio direttivo dell’ente AMB. Si ricordi la sparata sui media locali dopo la seduta di Consiglio comunale: “…«È l’ennesimo petardo bagnato andato miseramente a vuoto» (Ticinonline 20.12.2017).

Ma, a sorpresa, terminata l’istruttoria ordinaria di primo grado, il Municipio si è premurato, con un capolavoro di risposta che non risponde alla domanda posta nel merito della designazione della persona che assumerà la carica di presidente, informando, bontà sua, che “... non ha adottato alcuna decisione …” La buona fede procedurale, in effetti, è tutt’altra cosa. La puntuale informazione dei Consiglieri comunali, pure.

A fronte della revoca dell’effetto sospensivo di un ricorso, finora non si ha notizia che il CD AMB si sia costituito.

Con un'altra forzatura si potrebbe fare, ma la “cadrega” del presidente in pectore è ben lungi da potere essere riscaldata. Comunque il rischio che ogni qualsiasi decisione adottata in quella sede possa essere annullata fa desistere anche i soliti .. impavidi.

È meno impegnativo, … inaugurare la rinnovata foca di Piazza Governo...

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