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L'OSPITE
06.06.2018 - 14:000

Moneta Intera, un pericoloso azzardo economico

di Marco Bortolin, Consigliere Comunale di Lugano LEGA

Il concetto della moneta intera, promulgato da un comitato internazionale attivo da diversi anni, ha pensato bene di sfruttare lo strumento della democrazia diretta del nostro paese per effettuare il suo primo esperimento sociale in un paese industrializzato. Nasce così l’iniziativa denominata “Moneta Intera” che si prefigge il compito di modificare i delicati meccanismi della politica monetaria messi in atto dalla nostra Banca Nazionale.

La Banca Nazionale Svizzera ha tra i suoi obbiettivi primari quello di preservare e assicurare lo sviluppo economico della Svizzera impostando una corretta politica monetaria che permetta al nostro paese di prosperare. La costituzione prevede che le scelte della Banca Nazionale Svizzera siano indipendenti dalla politica e in funzione dell’interesse del paese per assicurare la stabilità dei prezzi in base all’evoluzione congiunturale.

Uno dei temi evidenziati dall’iniziativa “Moneta Intera” è quello di criticare l’attuale sistema di rifinanziamento del sistema bancario sostenendo che le banche sono in grado di aumentare la massa monetaria concedendo crediti senza avere una copertura al 100%. Ciò corrisponde in parte al vero, infatti, le banche devono mantenere una riserva minima dell’8% sui crediti concessi.

Anche se a prima vista questa percentuale sembra piuttosto esigua, va ricordato che le banche sottostanno a rigide norme che regolano la concessione di crediti imponendo un severo controllo dei rischi di credito assunti tramite la valutazione della solvibilità del cliente. Il concetto di riserve minime è uno standard internazionale e grazie a questo concetto si ottiene un effetto moltiplicatore che genera la massa monetaria globale a disposizione. Una delle prerogative del sistema bancario è l’intermediazione dei capitali, le banche sono il principale fornitore di crediti che vanno a sostegno dell’economia, dei privati e delle aziende svizzere. L’iniziativa vorrebbe modificare questo principio imponendo alle banche di assicurare al 100% le posizioni creditizie concesse eliminando l’effetto moltiplicatore.

Uno dei principali problemi dell’iniziativa è la perdita dell’indipendenza del nostro Istituto Centrale che sarebbe chiamato a partecipare direttamente ai rischi di credito assunti dal sistema bancario limitando la sua politica monetaria poiché correlata ai rischi assunti dalle banche. Va ricordato che già oggi la Banca Nazionale è in grado di regolamentare e controllare efficacemente la massa monetaria disciplinando le riserve minime che limitano l’effetto moltiplicatore, estraniandosi, tuttavia, dai rischi assunti dalle singole banche.

L’iniziativa prevede di fatto una statalizzazione del sistema creditizio limitando fortemente l’operatività del sistema bancario. Va inoltre ricordato che nell’attuale contesto economico internazionale, la Svizzera sarebbe l’unica piazza finanziaria ad adottare questo sistema imbrigliando pesantemente il suo sistema bancario che perderebbe, senza alcun dubbio, la sua competitività.

Va inoltre ricordato che l’applicazione del concetto di “Moneta Intera” non permetterebbe alla Svizzera di sottrarsi alle cicliche crisi finanziarie, poiché la maggior parte di esse vengono importate da altre realtà economiche, un esempio su tutti lo troviamo nella crisi dei crediti sub-prime che ha avuto ripercussioni su tutte le principali piazze finanziarie. Questo isolamento economico potrebbe causare enormi costi per l’economia penalizzando i risparmiatori che spunterebbero tassi d’interesse ancora più bassi, e generando un sensibile rincaro dei costi ipotecari dovuto al limitato accesso ai finanziamenti per i cittadini e per le piccole e medie imprese poiché impossibilitati ad accedere al mercato dei capitali.

Un’eccessiva burocratizzazione della politica monetaria pregiudicherebbe il sistema economico della Svizzera con conseguenze negative sul sistema bancario, con una perdita di redditività e un conseguente calo dei posti di lavoro.

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