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L'OSPITE
22.05.2018 - 10:000

Tutta lì la LdT di Bellinzona?

Giancarlo Jorio, già fondatore del “Movimento della Lega di Giubiasco”

Si fa bastonare un giorno si, e il giorno dopo pure, offrendo anche il bastone.
Ora si duole pubblicamente (MdD del 20.05.2018), per la mancata presentazione del verbale della passata seduta del Consiglio comunale.
Invero, è la dimostrazione che di professionalità in quell’amministrazione se ne vede veramente poca.
La LdT di Bellinzona, critica e fa finta d’ignorare che il responsabile della produzione del verbale è il Presidente del Consiglio comunale Alberto Marietta.
Già municipale dell’ex comune di Giubiasco, è stato da subito indicato come una figura istituzionalmente insostenibile, avendo condiviso in quella funzione la missiva dell’ex sindaco del Municipio dell’ex comune di Giubiasco che, fregandosene della Costituzione cantonale, segnatamente l’art. 51 - separazione dei poteri, ha inteso interferire con il Presidente di un’Autorità giudiziaria ticinese in modo inappropriato tentando di usare la sua posizione per influire sull’autonomia di apprezzamento e giudizio di un Giudice monocratico.
Ma guarda i casi della vita, la LdT di Bellinzona all’Alberto Marietta che finalmente per scadenza del mandato toglierà l’imbarazzo, fa anche i complimenti, senza tenere in considerazione che l’incomodo presidente ha fatto anche approvare, e ne porta la completa responsabilità, la decisione del Consiglio Comunale concernente la nomina dei membri nel consiglio direttivo dell’ente autonomo AMB.
Il Presidente del Consiglio comunale ha posto all’ordine del giorno e poi ad approvazione la proposta di risoluzione, omettendo di chiedere al Municipio la decisione di ratifica dello statuto AMB da parte dell’Autorità superiore e di accertare che al momento della sua adozione fosse sicura la conformità ai requisiti di legge posti all’art. 16 dello statuto stesso. Insomma un altro sgarbo alle leggi.
Era un dovere funzionale del presidente, direttamente connesso con le responsabilità della carica istituzionale, tanto più che sapeva che a quel momento l’autorità superiore non avesse ancora approvato lo statuto AMB.
Per informazione va detto che poi in seguito dopo lo statuto è stato approvato, apportando modificazioni che forzatamente vanno rese note a chi dello statuto primariamente porta la responsabilità per averlo approvato.
Istituzionalmente parlando, il presidente del Consiglio comunale di Bellinzona la separazione dei poteri in uno Stato di diritto non ha ancora fornito prova di saperla elevare a principio inviolabile, devotamente asservito al Municipio come ha dimostrato di agire.
Il Presidente del Consiglio comunale, responsabile della risoluzione impugnata e della sua conformità con il diritto vigente, si è dileguato in sede procedurale, esimendosi dall’esprimere la sua versione dei fatti nella procedura contenziosa. Che fosse difficile scrivere qualcosa per le sue responsabilità appare evidente: gli sarà stato consigliato di stare zitto.
Ma che per il suo “pasticciare”, per la LdT di Bellinzona diventi una “personalità” alla quale esprimere gratitudine, ritenendo abbia “.. diretto egregiamente e in modo imparziale le sedute, .. bravo!”, questo a un “ortodosso” con profonde conoscenze dell’importanza di una valida critica politica istituzionale quando serve, il comportamento della LdT di Bellinzona, proprio non è dato reggere.
Anche la LdT di Bellinzona è asservita alle istituzioni locali? Quando capirà che Bellinzona non è Lugano?
Per informazione, nonostante l’ex presidente del Governo Manuele Bertoli abbia inteso togliere le castagne dal fuoco alle istituzioni di Bellinzona l’ente autonomo AMB e il suo consiglio direttivo restano bloccati al palo.

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