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06.03.2018 - 15:240

Tram-Treno Luganese: fra progetti, ricorsi e proposte alternative

I Verdi del Ticino

Sono centoventisette le opposizioni al progetto di tram-treno del Luganese giunte di recente all’Ufficio federale dei trasporti. Opposizioni di associazioni, enti, aziende, cittadini, gruppi di interesse, FFS, Ail, Ustra, ecc. Una cifra che, nonostante le loro recenti rassicurazioni, dovrebbe far riflettere il Dipartimento del territorio (DT). E’ il tracciato Bioggio-Manno che ha raccolto il maggior numero di critiche.

Pur sostenendo questo importante progetto che vuole sgravare la strada dalle automobili, tutti hanno espresso preoccupazione. Molti hanno proposto alternative concrete e possibili ampliamenti del percorso. Il ministro Zali ha recentemente affermato che “il tracciato non passa sul binario industriale esistente (che ha uno scartamento diverso) perché le stazioni verrebbero ad ubicarsi in luoghi non attrattivi per rapporto alle destinazioni degli utenti”. Aggiungere un terzo binario è però fattibile, come è il caso fra Coira e Landquart. Inoltre l’attuale binario industriale corre proprio nel bel mezzo delle aziende. Da Manno a Taverne il binario è affettivamente locato vicino al Vedeggio.

Claudio Zali ha pure annunciato la realizzazione di un Park&Ride a Manno: ottima scelta che evita agli automobilisti di recarsi dall’autostrada fino a Bioggio. A quando risale la scelta? E’ forse dovuta ad una presa di coscienza che il progetto un po’ perfettibile lo sia? Se ci basiamo sul documento di presentazione del tram inviato a tutti fuochi lo scorso autunno il P&R a Manno non c’è. Non figura neppure nella documentazione presentata in conferenza stampa il 15 settembre 2017.

l progetti presentati dall’Associazione tram sostenibile che raccoglie abitanti, proprietari e operatori economici delle zone industriali di Bioggio e Manno (www.tramsostenibile.ch), da RailValley (www.railvalley.org), e dall’Associazione Cittadini per il territorio, ma non solo questi, sono stati elaborati da ingegneri riconosciuti nel settore. Quindi si potrebbe rimandare al mittente l’infelice espressione “pletora di specialisti in tracciati ferroviari” con cui sono stati tacciati. E che si indirizzava pure a cittadini e utenti del trasporto pubblico che non si oppongono al principio del tram ma che desiderano che sia realizzato un progetto il più conforme possibile alle esigenze di mobilità e con una visione d’insieme a vantaggio di tutto l’agglomerato.

Le critiche e i suggerimenti al progetto tram-treno sono giunti quasi tutti di recente. C’è chi accusa di essersi mossi in ritardo, giacché è almeno dal 2011 che il progetto è conosciuto. Anche se nel 2014 RailValley fece proposte concrete in merito e di cui si è tenuto poco conto. Forse in questi anni il messaggio del DT non è passato come avrebbe dovuto presso popolazione e diretti interessati che non condividono l’idea che “questo non è l’unico progetto possibile e tantomeno il migliore, ma è quello che faremo”. In Svizzera pure le opere di interesse pubblico si realizzano quando sono condivise. Le imposizioni non piacciono e irritano. Ci si augura quindi che si possa finalmente dialogare tutti assieme. E che alcune delle proposte alternative contenute nei ricorsi possano essere effettivamente prese in considerazione. Abbiamo fiducia poiché sappiamo che il DT sa stare all’ascolto dei cittadini, nonostante un comprensibile pragmatismo.

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