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L'OSPITE
09.02.2018 - 21:290

Casa anziani a Vacallo: ormai un ricatto morale

Andrea Guglielmetti, Vacallo

Dopo aver partecipato alla serata informativa dell’11 gennaio sulla variante di Piano Regolatore del comune di Vacallo e Morbio Inferiore, ero tentato di scrivere un articolo esprimendo alcune perplessità sul progetto. L’avrei fatto all’insegna del politicamente corretto perché si sa, in democrazia qualche rospo bisogna ingoiarlo.

Premetto che sono favorevole alla costruzione di una Casa Anziani a Vacallo (e chi non lo sarebbe visto che ne abbiamo bisogno come il pane), ma non ad ogni costo.

Dopo l’uscita del Periodico n°4 del comune di Vacallo ho però cambiato idea, sul politicamente corretto. L’articolo in prima pagina a firma di un tal “Delo”, mi ha lasciato sconcertato, offeso, amareggiato. Un vero e proprio ricatto morale, pagato dai contribuenti, in cui si accusa chi ha espresso dei dubbi sulla bontà del progetto di essere un guerraffondaio, con la volontà di mettere in strada gli anziani, ma che denota invece la mancanza di umiltà nell’ammettere che il progetto non funziona, che è stato ideato con presupposti sbagliati e condotto in modo superficiale.

Forse si pensava che nessuno si sarebbe preso il tempo di leggere le 201 pagine del rapporto Planidea del luglio 2016 denominato “Varianti di PR, casa per anziani e altri contenuti pubblici”; io l’ho fatto.

Già nel 2010 il comune aveva commissionato un rapporto sulla possibilità di costruire un palasport le cui conclusioni sottolineavano l’inadeguatezza dell’accesso da via Concabella, e non si parlava ancora di casa anziani. Questo però fa capire che la volontà di costruire una palestra nulla ha a che fare con il concetto di villaggio intergenerazionale. È solo il pretesto per far digerire alla popolazione una spesa milionaria: nel 2018 c’è ancora chi pensa che un piccolo comune come Vacallo possa sostenere da solo un tale investimento? Vogliamo rivivere l'incubo dei campi sportivi?

Il rapporto individua come migliore fra 3 varianti il centro sportivo quale luogo per l’edificazione. Questo però partendo dal presupposto che si potesse costruire una nuova strada d’accesso sacrificando terreni agricoli (SAC), una Zona di protezione della natura (ZPN3), e una linea di forza del paesaggio (scheda P1 del Piano Direttore). E ci meravigliamo se il DT ha espresso un preavviso negativo?

Ora anche l’aspetto economico cade in quanto il comune dovrà accollarsi i costi di un mega autosilo da 150 posti. Dico 150 e non 102 perché a lato del cimitero il PR prevedeva già l’inserimento di 50 nuovi posti per le esigenze delle scuole, cimitero e per ovviare alla carenza nel nucleo. Posteggi che verranno presi d’assalto dai dipendenti dell'istituto, naturalmente.

Potrei continuare con la lista per pagine e pagine, dissertando poi sull’opportunità di cementificare invece che risanare o valorizzare. Mi limiterò a dire che prima che La Fondazione San Rocco cambi idea travolta dalla marea di ricorsi che si materializzano all’orizzonte, il municipio potrebbe degnarsi di fare una pausa di riflessione per rivalutare le altre due varianti che, alla luce dei fatti, potrebbero rivelarsi migliori. Immagino, solo per esempio, la possibilità di ristrutturare le vecchie scuole aggiungendovi una nuova ala per le stanze degli ospiti, integrando la mensa dei bambini. Senza nuove strade. Un concorso architettonico potrebbe poi portare a soluzioni inaspettate, come la possibilità di realizzare un giardino pensile sul tetto della nuova struttura per guadagnare quello spazio indispensabile che sembrerebbe mancare. Sogno, la vista mozzafiato di cui un anziano godrebbe dal terreno dietro al centro sociale…

Penso, io, come tanti altri cittadini di Vacallo, che oltre al bene degli anziani (i nostri genitori e noi stessi tra qualche anno) soppesano anche gli aspetti naturalistici e finanziari, senza aver la presunzione di essere detentori della verità assoluta, ma rifiutando il ricatto e di essere additati come orchi di una squallida commedia.

Auspico a breve un vero dibattito pubblico, non un vuoto monologo come quello a cui abbiamo assistito a gennaio, per tastare il polso della popolazione, per analizzare pro e contro del progetto e che possa, se può, dissipare i dubbi espressi.

 

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